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Due ricercatori piacentini scoprono batterio antismog

12/12/2011 | Visioni
Un microorganismo antismog nei ghiacciai dello Stelvio. La scoperta si deve all'Università Cattolica di Piacenza.

Nel cuore dei ghiacciai dello Stelvio è racchiuso un microorganismo antismog. A scoprirlo sono stati due ricercatori dell’istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica di Piacenza. Ne dà notizia Piemonte Parchi.  Una scoperta eccezionale, che oltre a segnalare la presenza di vita su quelle vette, apre il campo a nuovi sentieri di ricerca.

I ricercatori piacentini, racconta Piemonte Parchi, per tre anni hanno studiato la biodiversità microbiologica dei ghiacciai. Dalla scoperta sono partite le premesse per creare nuovi studi per il risanamento di ambienti inquinati, e per approfondire le conoscenze sulla diversità biologica negli ambienti estremi. Fabrizio Cappa e Pier Sandro Cocconcelli, questi i nomi dei due esperti microbiologi della Cattolica, si sono avventurati su ghiacciai dove, per quanto difficile da pensare, si racchiudono organismi viventi.

“L’area scelta per l’attività di ricerca è stato il ghiacciaio del Madaccio, nel massiccio montuoso del Oriles-Cevedale, vicino a Passo Stelvio - racconta Cappa. I campioni di ghiacciaio del Madaccio sono stati prelevati a valle dell’area dello sci estivo di Passo Stelvio, grazie a sonde per il carotaggio appositamente costruite da una ditta piacentina, e sono stati trasportati, congelati, fino ai laboratori della Facoltà di Agraria. “I risultati che si stanno ottenendo sono sorprendenti - dichiara il professor Cocconcelli. “L’acqua che si ottiene dalla fusione delle carote di ghiaccio, prelevate a 3.150 metri di quota, contiene una ricca comunità batterica caratterizzata da un’elevata biodiversità”.

I microrganismi estremofili, la cui definizione deriva proprio dal fatto che vivono bene in condizioni ambientali impensabili per gli altri organismi, sono stati conservati e studiati in laboratorio. Con il sequenziamento del Dna realizzato in Facoltà sono stati identificati il Frigobacterium sp., Polaromonas sp., Pseudomonas sp., Micrococcus antarticus, tutte specie già identificate in ghiacciai dell’Antartide o nel Circolo polare artico. La presenza di specie identiche in luoghi cosi distanti ci fornisce indizi sulla storia della Terra, sulla storia delle glaciazioni.

Le analisi chimiche effettuate dal gruppo di ricerca del professor Trevisan, dell’Istituto di chimica della Facoltà di Agraria, hanno mostrato, in diversi campioni, elevati contenuti di inquinanti, idrocarburi policiclici aromatici (derivati della combustione dei derivati del petrolio) ed policlorobifenili (PCB), provenienti da lubrificanti. In questi campioni di ghiaccio – prosegue la nota di Piemonte Parchi - è stato isolato un microrganismo che è in grado, anche a basse temperature, di nutrirsi e degradare questi composti organici inquinanti. Ora bisognerà capire, con le adeguate prove di laboratorio, quali siano le potenzialità di questo microrganismo nel risanamento (bioremediation) di ambienti inquinati.