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Depurazione dell'acqua, le norme sulle caraffe

04/04/2012 | Salute
I sistemi di depurazione dell'acqua domestica a volte magnificano risultati che non ci sono. Un provvedimento ministeriale regola il settore.

Le caraffe per la depurazione delle acque sia a livello familiare che aziendale dovranno ora rispettare i criteri del decreto ministeriale 25/2012 del 7 febbraio 2012 appena entrato in vigore.

Il provvedimento modifica la precedente norma 443 del 1990 sugli impianti di depurazione e filtrazione utilizzati nelle case, negli alberghi e nei ristoranti. Il nuovo decreto sancisce un principio di uguaglianza tra i vari tipi di acqua potabile.

Il concetto è semplice, come l’acqua del rubinetto ha una composizione precisa ed è garantita dall’acquedotto (che dovrebbe mettere a disposizione di tutti i cittadini le informazioni sulle caratteristiche chimiche), l’acqua minerale ha una composizione certificata e garantita dal produttore (pubblicizzata in etichetta) anche le acque ottenute da sistemi di filtrazione domestica (osmosi inversa, decalcificatori, caraffe...) devono avere una composizione certificata garantita e dare al consumatore informazioni precise.

Per questo motivo i manuali di istruzioni dovranno essere molto chiari e precisi, e la pubblicità non dovrà esaltare depurazioni inesistenti, vantaggi sanitari o miglioramenti qualitativi inesistenti o improbabili. Le caraffe, come tutti gli altri dispositivi di trattamento, dovranno spiegare in modo chiaro sulla confezione la loro funzione e fare capire subito di cosa si tratta (riduce il calcare, riduce il potassio, riduce i nitrati, toglie l’odore di cloro...).

In altre parole non si potranno usare le leve del marketing pubblicitario per promettere acqua più potabile di quella del rubinetto, o effetti salutistici difficilmente dimostrabili. Un altro elemento importante riguarda il manuale delle istruzioni che dovrà fornire indicazioni precise sulla composizione dell’acqua filtrata.

Il testo dovrà precisare se ci sono differenze chimiche tra la durezza dell’acqua quando il filtro è nuovo e quando è in via di saturazione, se e quanto aumenta il potassio, il sodio, o l’ammonio, e precisare se le modifiche sono costanti o progressive in relazione all’impiego e ai giorni di utilizzo. Bisogna essere precisi anche sulla durata del filtro e su lla manutenzione.

Tutte queste informazioni devono essere certificate a frutto di prove condotte dal produttore sull’apparecchio e confermate anche dalla letteratura scientifica. Per maggior precisione entro 6 mesi il Ministero della salute pubblicherà le Linee guida per tutti questi apparecchi compreso le caraffe.