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Dazi americani, trema il vino italiano

14/01/2020 | Visioni
Nell'ultimo anno l'Italia ha fatturato ben 4,2 miliardi di euro in America

Ben 3 miliardi di prodotti a base della dieta mediterranea potrebbero subire i dazi Usa. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sta esaminando la nuova lista allargata dei prodotti europei da colpire. Questo giro potrebbero essere colpiti la pasta, il vino e l'olio italiani, mentre i formaggi rischiano di aumentare al 50%.

Quello americano è il terzo mercato di sbocco dell'export agroalimentare tricolore. Nell'ultimo anno l'Italia ha fatturato lì ben 4,2 miliardi di euro. Ogni 10 prodotti agroalimentari Made in Italy venduti nel mondo, uno finisce sulle tavole a stelle e strisce. Ad esempio sul vino, gli Usa sono il primo mercato di sbocco con 1,5 miliardi di euro e un peso sulle esportazioni totali oltreoceano del 35%.

I principali produttori nazionali hanno lanciato un appello al commissario Ue al Commercio, Phil Hogan, in missione a Washington per provare ad arrestare l'escalation della guerra commerciale.

Sul fronte del vino, potrebbero esserci ripercussioni negative sull'intera filiera: importatori, distributori, trasportatori, enoteche fino a includere tutto il settore della ristorazione, che da solo vale 180 miliardi di dollari e da' lavoro a 3 milioni di persone. Il rischio è di lasciare campo libero ai competitor che potranno aggredire una quota di mercato davvero appetibile: vino argentino, australiano, cileno sono in agguato.

Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione europea si riferisce alla disputa nel settore aereonautico che coinvolge l'americana Boeing e l'europea Airbus dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue.