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Dazi americani, prodotti agricoli nel mirino

05/11/2019 | Agricoltura
Trump sta cercando di far rientrare il settore agricolo nel contenzioso con l'Europa

L'annullamento del summit dell’Apec non cambia i programmi dei potenti del mondo. Entro novembre Trump e Xi Jinping si incontreranno per firmare l'accordo commerciale parziale tra Stati Uniti e Cina. Il capitolo agricolo potrebbe essere l’unico vero ostacolo ancora da risolvere.

A metà ottobre, conseguito un accordo di massima, il presidente Trump ha evidenziato l'impegno assunto dalle autorità cinesi di aumentare le importazioni agroalimentari dagli Usa di 40 miliardi di dollari, senza escludere di arrivare a 50 miliardi. La crescita dell'import agricolo, è stato giurato, non metterà a repentaglio la stabilità del mercato interno.

Le cifre di cui si parla, in effetti, sono ragguardevoli; Pechino dovrebbe, sostanzialmente, importare più del doppio rispetto al 2017, prima dell'avvio del contenzioso commerciale, senza contare che oltre la metà dell'importo complessivo riguardava acquisti di soia, prodotto per il quale il fabbisogno cinese è in calo, a causa dell'epidemia di peste suina africana che ha fatto abbattere un milione di capi suini.

Ma c’è dell’altro; entro il 17 novembre, Trump dovrà decidere se applicare dazi aggiuntivi sulle auto e componentistica di settore in arrivo dagli Stati membri dell'Unione. In un'intervista, cita Il Sole 24 ore, il segretario di Stato al Commercio, Wilbur Ross, ha chiarito che l'unico modo per evitare i dazi è quello di negoziare un accordo bilaterale che includa anche un capitolo agricolo. Ipotesi, questa, formalmente esclusa dal mandato negoziale assegnato lo scorso aprile dal Consiglio alla Commissione europea. Ovvero, Trump ci sta provando ma la Commissione senza l’approvazione esplicita degli stati membri non si può muovere in tal senso.

La commissaria uscente, Malmstrom, ha già minacciato rappresaglie; se i dazi sulle auto europee saranno effettivamente applicati, l’Unione si vedrà costretta a reagire con l'aumento delle tariffe doganali su lista di prodotti importati dagli Usa per un valore di 35 miliardi di euro, «al fine di riequilibrare la situazione». In sintesi, c'è il rischio di una guerra commerciale che per l'agroalimentare italiano ed europeo potrebbe avere conseguenze più pesanti di quelle determinate dal contenzioso sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus.