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Davos, il presidente dell'Ifad: "Non dimenticare gli ultimi"

25/01/2018 | Visioni
Anche il cambiamento climatico ha contribuito a far crescere la fame

Mentre un numero senza precedenti di leader della politica e dell’economia si riuniscono a Davos nel Forum Economico Mondiale (WEF) per migliorare la collaborazione internazionale in un “mondo frammentato”, il presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha lanciato un appello urgente a non dimenticare le persone più povere e più emarginate della terra.

“La collaborazione internazionale e lo sviluppo economico potranno essere efficaci solo se terranno conto delle necessità e delle condizioni di vita dei milioni di persone che risiedono nelle aree rurali e devono affrontare fame, povertà e calamità naturali causate dal cambiamento climatico”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo, prima di prendere parte ai dibattiti ad alto livello in Svizzera. “La loro situazione va tenuta presente, mentre i leader mondiali affrontano la moltitudine di sfide economiche nell’agenda globale.”

Per fare un esempio, Houngbo ha sottolineato come negli ultimi anni, che di recente sono stati dichiarati tra i più caldi mai registrati, il numero di quanti soffrono la fame sia aumentato a causa del cambiamento climatico e dei conflitti.

“Il fatto che 815 milioni di persone oggi soffrano la fame non dipende dalla produzione a livello mondiale, ma è piuttosto da attribuirsi a povertà, diseguaglianza, conflitti e all’esclusione dei piccoli produttori da sistemi agroalimentari più ampi”, ha aggiunto Houngbo. “Molti dei poveri della terra vivono nelle aree rurali e la maggior parte di loro sono piccoli agricoltori. Come promotori di crescita economica, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente hanno in sé il potenziale per trasformare il futuro.”

La povertà e la fame continuano a essere problemi prevalentemente rurali. Si stima che 3,1 miliardi di persone vivano nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Ammontano a circa il 40 per cento della popolazione mondiale, ma rappresentano oltre il 75 per cento delle persone più povere e affamate del pianeta. Per la maggior parte di loro, l’agricoltura familiare costituisce l’unico mezzo di sussistenza.

Ogni anno, il WEF riunisce capi di stato e di governo, alti esponenti della politica e del settore privato, nonché rappresentanti del mondo accademico e dei media per discutere delle sfide più pressanti a livello mondiale e di come affrontarle e risolverle.

Houngbo ha partecipato a diversi eventi, tra cui l’incontro principale del Forum “Creare un futuro condiviso in un mondo frammentato” e l’iniziativa del WEF per una Nuova Visione per l’Agricoltura, in cui sottolineerà la necessità di creare partenariati per gestire le innovazioni agricole, per garantire che le nuove tecnologie non finiscano inavvertitamente per determinare l’esclusione economica, sociale e politica dei piccoli agricoltori e di altri gruppi vulnerabili.

“Una crescita condivisa è possibile quando identifichiamo innovazioni chiave che possano essere adattate a livello locale e che rispondano alle problematiche specifiche che le popolazioni rurali si trovano ad affrontare”, ha dichiarato Houngbo. “Le comunità rurali devono poter utilizzare scienza e tecnologia basate sulle conoscenze locali per assicurare lo sviluppo di strumenti e processi socialmente utili a prezzi accessibili.”