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Dall’Abruzzo un sos per il Gran Sasso

13/07/2012 | Realtà locali
Gran Sasso oggetto di aggressioni nonostante sia Parco Nazionale dal 1995.

Il Gran Sasso, la montagna più alta della dorsale appenninica, dalla Liguria alla Calabria, è oggetto di aggressioni nonostante sia diventata Parco Nazionale dal 1995 ai sensi della legge 394. E’ quanto denuncia il Wwf.

“Una gestione precaria dell’Ente Parco negli ultimi anni non ha consentito di avviare un vero piano di tutela e il coinvolgimento concreto dei nativi e dei residenti legati alle attività sostenibili tradizionali della pastorizia, dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’attività contemporanea del turismo culturale – si legge in una nota dell’associazione ambientalista. Il Gran Sasso è in pericolo per un lungo elenco di ragioni che il Wwf riporta nel dettaglio. Ad iniziare dalle frequenti esercitazioni militari che disturbano i camosci, le aquile, i fringuelli alpini, gli escursionisti, gli alpinisti e i pastori, ma anche per la realizzazione di nuove funivie e impianti di sci in località dove la neve resiste poche settimane, con grande sacrificio del paesaggio. Poi l’installazione di impianti eolici industriali, l’inquinamento delle acque di superficie e nelle cavità carsiche da parte di alberghi, rifugi, camping, centri abitati privi di rete fognante e di sistemi depurativi, il possibile danneggiamento di una flora unica a causa dell’attività antropica, l’alta velocità e la rumorosità delle auto e delle moto sulle strade di media e alta quota. E ancora: l’accumulo di rifiuti solidi nelle valli, nei boschi, sugli altipiani e sulle vette; l’abbandono dei borghi storici da parte degli enti pubblici preposti; l’uso di quad e motocross sulle praterie di altitudine e degli altipiani con gravi danni al cotico erboso e disturbo degli animali selvatici; il non aver ancora rilasciato il flusso minimo vitale alle sorgenti captate per uso potabile che alimentano i fiumi per la fauna e la flora in generale. La denuncia riguarda anche il monte Sirente, la montagna che, unitamente al Velino, forma il Parco regionale omonimo. Anche lei è in pericolo per una serie di ragioni raccolte dal wwf. Ad iniziare dalla prevista riduzione dell’attuale perimetro del Parco da parte della Regione Abruzzo, finalizzata al rilancio della speculazione turistica ai danni del paesaggio, della flora, della fauna e della nobile storia degli abitanti locali. Ma anche per il rinnovato tentativo di nuovi progetti di collegamento sciistico tra Campo Felice e Ovindoli con la certezza di periodi di innevamento sempre più scarsi e saltuari. Poi ci sono i progetti di grande impatto ambientale e paesaggistico quali la realizzazione di almeno un campo da golf a Rovere"

. Il Wwf denuncia anche il mancato coinvolgimento della popolazione locale in progetti di vera valorizzazione dell’ambiente, della storia e dell’arte, nonché la mancata progettualità dell’Ente Parco nel recupero dei magnifici borghi dell’Altopiano delle Rocche, della Valle Subequana e dei territori limitrofi, con la mancata valorizzazione delle peculiarità agricole e pastorali degli altipiani.