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In crescita l’impatto positivo del sistema Fairtrade

14/09/2018 | Agricoltura
Più della metà del Premio speso va nella direzione “Fame Zero”

Chi sono i produttori del sistema Fairtrade? Le vendite stanno aumentando? Come stanno spendendo i loro fondi derivati dal Premio Fairtrade i contadini e i lavoratori? Il Monitoring the scope and benefits  appena pubblicato, il report che annualmente misura l’impatto effettivo del sistema internazionale Fairtrade, forniscei dati principali raccolti attraverso i controlli e le attività di supporto alle varie realtà a livello mondiale.

Più della metà di tutte le organizzazioni del sistema Fairtrade sono in America Latina (52%), area con una forte tradizione cooperativa; il 31% delle organizzazioni dei produttori è in Africa e in Medio Oriente e il 17% in Asia e nella Regione del Pacifico. Sempre dal report sappiamo, invece, che ci sono più contadini in Africa e Medio Oriente (circa un milione) rispetto alle altre due Regioni messe insieme. I lavoratori impiegati nelle piantagioni Fairtrade sono circa 186.000, di cui più della metà in Africa e Medio Oriente, seguiti da un altro terzo in Asia e Pacifico.

I tre prodotti principali per volumi sono banane, cacao e caffè e le vendite sono in aumento costante. Questi tre prodotti da soli contano per l’80% del Premio Fairtrade guadagnato nel 2016. I produttori di banane, infatti, hanno ricevuto 28,5 milioni di euro in premio Fairtrade, quelli di cacao 24,6 milioni di euro e le organizzazioni di produttori di caffè 74 milioni di euro.

Il premio è uno dei maggiori benefici di Fairtrade ed è una somma aggiuntiva che i produttori ricevono oltre al prezzo di vendita e che possono scegliere come investire, per il loro business e per le loro comunità. Gli ultimi dati ci dicono che le cooperative di produttori lo spendono soprattutto per servizi ai loro membri (il 48%) e per il potenziamento delle loro cooperative. I lavoratori impiegati nelle piantagioni lo impegnano in servizi per loro stessi e le loro famiglie (76%), per le comunità (16%) e per la formazione di lavoratori (10%).

Un impatto in linea con le priorità degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) a livello globale. Secondo la mappatura del report, infatti, più della metà del Premio speso, il 55%, va in direzione “Fame Zero” (SDG 2). Un altro 22% ha contribuito all’Obiettivo “No povertà” (SDG 1). Queste le priorità espresse dai contadini e dai lavoratori stessi, attraverso le loro scelte.

I dati e il loro aggiornamento sono elaborati annualmente dalla divisione di Fairtrade International che si occupa di “Impact & Research”: un solido sistema di monitoraggio, valutazione ed elaborazione delle informazioni per guidare la direzione dell’organizzazione internazionale e garantire il continuo miglioramento degli sforzi messi in campo per aumentare l’impatto di Fairtrade a favore di agricoltori e lavoratori.