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Cresce il falso dop ed il falso Made in Italy

12/01/2012 | Agricoltura
60 miliardi di euro l'anno. Questo il costo annuo delle imitazioni alimentari.

Nel mentre si annoverano nuove registrazioni di prodotti a Dop e Igp continua a destare preoccupazione il fenomeno della pirateria agoalimentare che colpisce in modo più pesante proprio i prodotti tutelati ma non tanto da evitare i taroccamenti.

I conti fatti dagli esperti ci dicono che sfiorano i 165 milioni di euro al giorno i danni provocati dalla contraffazione al made in Italy agroalimentare nel mondo. Dal ‘Parmigiano Reggiano’ che diventa ‘Parmesan’ al ‘Prosciutto di San Daniele’ che si trasforma in ‘Daniele Ham’, e’ un continuo proliferare di “patacche” che causano danni enormi all’intera filiera alimentare, dai campi all’industria di trasformazione.

L’agropirateria internazionale, infatti, genera un business illegale di ben 60 miliardi di euro l’anno: una cifra superiore di quasi due volte e mezzo il valore complessivo dell’export agroalimentare italiano, pari a 25 miliardi di euro nel 2010.

A questi vanno aggiunti gli oltre 400 vini Doc, Docg e Igt e gli oltre 4mila prodotti tradizionali censiti dalle Regioni e inseriti nell’Albo nazionale. Solo all’agricoltura, per esempio, il fenomeno della contraffazione costa oltre 3 miliardi di euro l’anno. Oltre all’”italian sounding”, che include tutti quei prodotti che richiamano nel nome e nella confezione l’italianità’ senza averne alcun titolo, c’e’ poi da considerare il falso vero e proprio del made in Italy, che vale 7 miliardi di euro l’anno.