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Copernicus aiuta l'agricoltura italiana

11/10/2017 | Agricoltura
Il programma Copernicus ha evidenziato i rischi associati ai cambiamenti climatici

Il Consorzio di Bonifica della Romagna è il primo ente a servirsi del programma Copernicus per effettuare proiezioni delle future riserve idriche per le colture nel comprensorio di Castiglione. Grazie al servizio per i cambiamenti climatici di Copernicus (C3S, Copernicus Climate Change Service), gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (CEPMMT), i consorzi di irrigazione possono ora tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici.

La previsione del fabbisogno in termini di irrigazione e la pianificazione di una rotazione e una distribuzione spaziale più efficaci delle colture possono aiutare i consorzi di irrigazione ad attenuare le minacce legate ai cambiamenti climatici. L’acqua è una risorsa di vitale importanza per l’agricoltura e il variare delle risorse influisce direttamente sul successo di una coltura.

«Il programma Copernicus ci aiuterà a proteggere i raccolti e, quindi, a salvaguardare l’agricoltura attraverso strategie di irrigazione che consentono di prevedere gli eventi siccitosi che potrebbero verificarsi a causa dei cambiamenti climatici», ha rilevato Stefano Bagli, amministratore delegato di GECOsistema, una società di consulenza che offre servizi di modellazione ambientale.

Il comprensorio di Castiglione copre un’area di 2 062 ettari. Il compito del Consorzio di Bonifica della Romagna è soddisfare la domanda di irrigazione in tale area. Grazie agli scenari climatici generati con i dati di Copernicus per il 2020, il 2050 e il 2080, è stato possibile quantificare per sei diverse colture (kiwi, bietola, cachi, pesca, piante orticole e granoturco) la carenza o l’eccedenza d’acqua, la capacità degli impianti di irrigazione esistenti di soddisfare le esigenze idriche, la resa potenziale e le perdite economiche al momento del raccolto.

I consorzi di irrigazione devono costruire nuove infrastrutture o potenziare quelle esistenti. Possono risparmiare denaro se sono in grado di prevedere in modo più accurato le risorse idriche future attraverso la conoscenza dei cambiamenti climatici.

Gli indicatori di umidità del programma Copernicus consentono di conoscere la differenza tra le precipitazioni previste e il risultato dell’evaporazione. La società italiana GECOsistema ha sviluppato uno strumento online che usa questi indicatori per aiutare i consorzi di irrigazione dell’Emilia Romagna a valutare l’idoneità di qualsiasi rete irrigua esistente in base allo scenario di cambiamenti climatici.

Tale strumento ha aiutato i consorzi a quantificare la carenza o l’eccedenza di acqua irrigua e, quindi, a valutare gli investimenti in nuove infrastrutture, oltre al potenziamento e all’adeguamento di tecnologie e prassi.

In base ai dati del programma Copernicus, l’impianto di irrigazione del comprensorio di Castiglione si è rivelato inadeguato rispetto ai cambiamenti climatici a lungo termine. Al Consorzio di Bonifica della Romagna è stato consigliato di sviluppare un nuovo programma agricolo in base alle proiezioni del programma Copernicus, valutare il potenziamento degli impianti di irrigazione e individuare nuove tecnologie per preservare le riserve idriche nel comprensorio di Castiglione.

«Il programma Copernicus ha evidenziato i rischi associati ai cambiamenti climatici e tali informazioni ci saranno utili per l’approvazione di proposte nuove ed esistenti per l’irrigazione», ha commentato Daniele Domenichini del Consorzio di Bonifica della Romagna.

Grazie a Copernicus, l’ente romagnolo può inoltre valutare e identificare prassi agricole più sostenibili, quantificare il danno potenziale alle colture e il raccolto in base al programma agricolo in corso e alla capacità di irrigazione corrente e adeguare l’irrigazione delle colture che richiedono una quantità particolarmente elevata di acqua.

 «Il programma Copernicus offre una visione paneuropea dei cambiamenti climatici in termini di umidità del suolo. Aumentare la consapevolezza di tali cambiamenti può aiutare gli enti responsabili dell’irrigazione di tutta Europa a pianificare per affrontare le sfide future», ha commentato Jean-Noël Thépaut, responsabile del servizio C3S del CEPMMT.