Beta version

Convegno sulla ricerca senza animali

16/01/2012 | Ambiente
L'Europa dice no alla sperimentazione sugli animali. L'Italia sta per adeguarsi.

Il 2012 è l’anno decisivo per i cambiamenti legislativi che regolamentano l’uso degli animali in ambito sperimentale.

Entro il 10 novembre l’Italia dovrà infatti recepire la direttiva 2010/63/UE. Recentemente nell’esame della “Legge Comunitaria 2011” è stato approvato un importante emendamento in Commissione Affari Sociali alla Camera che fissa i criteri vincolanti di recepimento della direttiva, il primo dei diversi “Sì” necessari per limitare l’uso degli animali nella ricerca scientifica.

Il prossimo 1° febbraio, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (via Poli 19 – Roma), dalle ore 9 avrà luogo un convegno sul tema, che vede tra i promotori anche varie associazioni che si muovono a sostegno di tale emendamento affinché non venga persa l’opportunità della sua approvazione. Dopo le polemiche sulla possibilità di uso di cani e gatti randagi, nel pieno della battaglia per la chiusura di Green Hill, ora si presenta un’occasione importante per coloro che hanno a cuore il tema al fine di ottenere un testo di legge che nonostante i limiti giuridici e politici affermati a Bruxelles sia concretamente in ambito nazionale più restrittivo nel ricorso al “modello animale” e che implementi la diffusione e l’affermazione dei metodi alternativi nella ricerca.

La sperimentazione animale è una pratica sempre più osteggiata sia dalla parte scientifica sia dall’opinione pubblica. Mai come negli ultimi mesi le proteste contro l’utilizzo di animali nella ricerca hanno preso eco nei media e nella popolazione. L’Italia, dove è trasversale il movimento a sostegno di questo emendamento, potrebbe tutelare tutte le cavie nell’ottica di raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali. La ricerca coinvolge annualmente oltre 900mila animali nella sperimentazione.

Il programma della giornata del 1 febbraio prevede, in apertura, l’illustrazione dell’emendamento comma per comma da parte delle associazioni copromotrici, quindi una relazione sui poteri dell’Unione europea e autonomia degli Stati membri in merito al recepimento della direttiva 2010/63/UE a cura del professor Eugenio Picozza (Cassazionista-Ordinario di Diritto Amministrativo Facoltà di Giurisprudenza Università di Roma Tor Vergata), considerazioni tecnico-scientifiche sui commi dell’emendamento a cura del dottor Stefano Cagno per finire con interventi politici.