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Convegno a Scandiano: green economy, nuovo stile di vita

27/03/2012 | Realtà locali
Le sfide locali per i nuovi mestieri della green economy, a Scandiano.

Green economy ed eco lavori: nel contesto della fiera di San Giuseppe di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato organizzato un convegno intitolato “Le sfide locali per i nuovi mestieri della green economy”, moderato dal giornalista Marco Gisotti, esperto di temi green.

Il convegno, organizzato nell’ambito delle attività del Festival della Green Economy di Distretto, ha indagato quali fossero i principali ambiti di occupazione green nel territorio.

Tra le varie riflessioni è emerso che la scelta green da parte delle imprese ha pagato in termini di qualità: i consumatori sanno scegliere i prodotti green e riconoscerne le peculiarità. C’è una grande capacità competitiva da parte di chi ha una formazione “verde”, specializzata: oggi i lavoratori che manifestano queste capacità hanno anche più possibilità di mantenere un profilo competitivo nel mondo del lavoro. Tre rappresentati dei settori produttivi hanno presentato le proprie esperienze green.

Carlo Pasini, amministratore delegato di Iren Rinnovabili ha ricordato: “Le rinnovabili sono ispirate alla storia della tecnica dell’uomo, alla fase nella quale non si esasperava da parte dell’industrie il consumo del territorio. Un caso di mitigazione interessante e di utilizzo di tecnologie green, è la centrale idroelettrica presso la Fornace di Baiso. Produce 8 milioni di kwh per circa 2.500 famiglie: hanno lavorato a questo impianto tutte imprese locali”.

Santo Giocolan, architetto e collaboratore del consorzio Koinos, ha presentato la capacità di rispondere con nuovi materiali e nuovi impieghi in ambito green economy, per i settori edile e ceramico. Gianalfredo Cucchi, discendente di una famiglia contadina che si è sempre occupata di agricoltura e zootecnia, ha scoperto con la sua attività l’enorme superiorità agronomica dell’agricoltura biologica e ha provato varie sperimentazioni anche nell’ambito della biodinamica.

“L’Emilia-Romagna è la seconda regione al mondo per qualità del terreno: se coltiviamo l’humus con elementi naturali, otterremo più produttività e al contempo un terreno più sano”. Il convegno è poi proseguito con la tavola rotonda che ha fatto il punto sulla situazione provinciale. “Diventa molto difficile per gli enti locali entrare nell’ambito green – ha detto Alessio Mammi, sindaco di Scandiano. “Noi non ci sottraiamo alla sfida del risanamento pubblico. Come innescare politiche per la crescita? I Comuni oggi sono in difficoltà, l’idea di intervenire in ambito green è davvero sfuggente: come possiamo se non abbiamo l’autonomia di agire, né finanziaria, né normativa, e nemmeno in ambito legislativo?”

Mirco Tutino, assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia: “Sulla green economy Reggio Emilia è fragile. Siamo una provincia che produce poco più del 10% di ciò che utilizza, dato che precipiterà a maggio dopo lo spegnimento di Cavazzoli. Bisogna portare avanti i piani di attività energetica, senza limitazioni. Vanno sacrificate le foreste autorizzative di certi enti”. Santo Giocolan (Cna) ha infine sottolineato che la green economy richiede una capacità di specializzarsi delle imprese e degli imprenditori che eleva la qualità del lavoro.