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Convegno della Fondazione Giovanni Agnelli: che lavoro trovano i nuovi laureati?

24/01/2012 | Visioni
Si cerca di dare un primo bilancio a dodici anni dall'introduzione del 3+2

A dodici anni dalla riforma del 3+2 negli atenei italiani, la Fondazione Agnelli ne tenta un primo bilancio critico bilancio critico: che cosa ha funzionato, che cosa non ha funzionato e perché. Da qui nasce “I nuovi laureati. La riforma del 3+2 alla prova del mercato del lavoro”, uno studio pubblicato dagli Editori Laterza.

La presentazione avverrà martedì 24 gennaio, dalle ore 18, presso gli Editori Laterza, in via di Villa Sacchetti 17, a Roma. Intervengono: Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e Marco Mancini, presidente della Crui.

La riforma del 3+2, avviata nel 2000, segna un’importante cesura nella storia recente dell’università italiana. Nata dalla volontà di adeguare l’organizzazione dell’offerta universitaria al modello prevalente di istruzione superiore europea, strutturata su due livelli principali di studio (laurea triennale e laurea magistrale), la riforma si proponeva di superare il ritardo dell’Italia in termini di capitale umano.

E, insieme, di rispondere a una domanda di equità e di mobilità sociale: aumentare il numero di iscritti e di laureati, rendendo più veloce il conseguimento del titolo di studio, per consentire a un numero più alto possibile di giovani un inserimento rapido e remunerativo nel mercato del lavoro dell’economia della conoscenza.

Chi sono e quale profilo hanno i nuovi laureati post-riforma? In che cosa si distinguono dai loro predecessori e dagli attuali diplomati? Che giudizio si può dare del loro percorso lavorativo - per quanto ancora breve - in termini di occupazione e retribuzione? La formazione ricevuta è adeguata alle esigenze del mercato e serve alla modernizzazione del sistema economico italiano?

Il Rapporto della Fondazione Agnelli cerca di rispondere a queste domande.