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Controlli alimentari, in Italia funzionano bene

28/09/2018 | Salute
Nell'ambito del sistema di segnalazione europeo siamo i primi

La  relazione  sull'uso del sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi,  pubblicata il 25 settembre, mostra che nel 2017 sono state segnalate alla Commissione europea un totale di 3832 notifiche di alimenti o mangimi; segnalazioni di prodotti pericolosi per la sicurezza alimentare che devono pertanto essere ritirati dal mercato, in qualsiasi Stato membro prodotti nell’Ue ovvero in arrivo dai paesi extracomunitari.

Rispetto al 2016, il numero di notifiche di allerta è aumentato dell'11% con il 24% in più di follow-up trasmessi a seguito della segnalazione originaria. In Italia il sistema di allerta comunitario funziona bene; quasi un quinto di tutte le segnalazioni è stato effettuato dall’Italia. In particolare con oltre 1.400 segnalazioni, nel 2017 l'Italia è stato il Paese europeo più attivo nel sistema di allerta rapido europeo per alimenti e mangimi. Si legge nell'ultimo rapporto annuale Rapid Alert System for Food and Feed (Rasff) della Commissione Ue. Il primato nasce dal maggior numero di prime notifiche e di risposte a segnalazioni degli altri stati membri. Secondo gli esperti comunitari questo segnala il livello di guardia molto alto che le autorità italiane mantengono sulla sicurezza alimentare.

I diversi livelli di allerta e tipi di rischio

Il sistema di attenzione messo a punto da Bruxelles prevede diversi livelli allarme per cui sul totale delle segnalazioni pervenute dagli Stati membri ben 942 sono stati classificati come "allarme" vero e proprio, indicando un serio rischio per la salute per il quale è stata necessaria un'azione rapida.

Il tipo di rischio riguardava principalmente la salmonella nella carne di pollame come il problema più frequentemente segnalato negli alimenti controllati al confine dell'UE, seguito dal mercurio nel pesce spada. Solo una piccola percentuale delle notifiche nel 2017 riguardava i mangimi vale a dire il 6% e il 3,1% il materiale a contatto con gli alimenti.

Sempre nel 2017, un elevato numero di notifiche relative ai residui di fipronil nelle uova a causa dell'uso illegale di questa sostanza come biocida. È stato lo scambio di informazioni più intenso nella storia di Rasff a seguito del caso delle uova contaminate che ha interessato soprattutto Belgio e Olanda nell'estate 2017 e ha aiutato a rintracciare e rimuovere le uova interessate dal mercato.

Il maggior numero di notifiche riguarda prodotti di origine spagnola, soprattutto per la presenza di mercurio nel pesce, e nazionali. Come in altri Paesi europei, l'anno passato si è distinto per un aumento delle segnalazioni sul fipronil. Altre segnalazioni dell'Italia riguardano pollame con salmonella o la presenza di aflatossine in noci, prodotti a base di noci e semi.