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Conferenza per lo stop al carbone a Saline joniche

27/11/2012 | Realtà locali
Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf Italia presenteranno in conferenza stampa il ricorso contro l’autorizzazione alla centrale a carbone.

Martedì 27 novembre, dalle ore 12, presso il Senato della Repubblica (Sala Nassiriya, piazza Madama, Roma), le associazioni Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf Italia presenteranno in conferenza stampa il ricorso contro l’autorizzazione alla centrale a carbone di Saline Joniche in Calabria.

Fermare la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria, per bloccare l’avanzata lungo tutto lo stivale delle lobby del carbone e di una politica energetica vecchia, inutile e dannosa per il clima e la salute è l’obiettivo delle associazioni ambientaliste che presenteranno il ricorso contro il provvedimento della presidenza del Consiglio dei Ministri che ha autorizzato la costruzione della centrale a carbone di Saline joniche, in provincia di Reggio Calabria.

Interverranno: Stefano Leoni, presidente Wwf Italia Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia Nuccio Barillà, segreteria nazionale Legambiente Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia Markus Keller, referente associazioni e partiti svizzeri promotori referendum contro il carbone Silvio Greco, presidente nazionale Slow Food.

Partecipano: Roberto Della Seta, Capogruppo Pd Commissione Ambiente Senato e Francesco Ferrante, Responsabile politiche Cambiamenti climatici ed energia in Commissione Ambiente del Senato. Nel corso della conferenza stampa le associazioni spiegheranno alla stampa e alle istituzioni presenti le motivazioni del ricorso presentato al Tar del Lazio contro il provvedimento, che viola le norme a tutela dell’ambiente, presenta notevoli carenze e si pone in contrasto con il parere di enti e comunità locali che rifiutano l’impianto.

L’incontro sarà inoltre l’occasione per parlare degli altri “fronti del carbone” aperti in Italia (da Porto Tolle al Sulcis) e di una Strategia Energetica Nazionale diversa, che abbandoni la quota di carbone prevista nella pianificazione nazionale.