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Conegliano-Valdobbiadene: storico connubio tra produzioni e territorio da tutelare

05/06/2012 | Realtà locali
L’attività di protezione di un prodotto simbolo del nostro territorio si esplicita nell’appoggio alle attività di monitoraggio e verifica dell’utilizzo dell’immagine territoriale

“La valorizzazione della storia e della lavorazione di un prodotto autoctono quale è il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg sono il nostro stimolo, la nostra ispirazione, perché il consumatore ne riconosca il pregio e il valore aggiunto”.

E’ quanto afferma il Gran Maestro della Confraternita del Vadobbiadene, Floriano Curto, che aggiunge: “L’attività di protezione e promozione di un prodotto simbolo del nostro territorio si esplicita anche nell’appoggio della Confraternita alle attività di monitoraggio e verifica dell’utilizzo dell’immagine territoriale”.

Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente a cuore della Confraternita, la quale denuncia e segnala come le verdi colline di Valdobbiadene siano troppo spesso oggetto di usi impropri e sfrontati, in quanto sinonimo di qualità, da parte di chi nemmeno produce in zona. È forte quindi lo sdegno per l’abuso di un’immagine pagata a caro prezzo, in termini di impegno da parte dei coltivatori, troppo spesso abbinata a vitigni non corrispondenti alle foto e spesso che richiedono un minore dispendio di energie e risorse, sia umane, che temporali. L’attività di controllo dunque vuole andare oltre il fenomeno attuale, in cui il Prosecco Doc e il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg sono prodotti di punta dei maggiori eventi culturali e sociali. Una tutela a lungo termine, perché la Confraternita si preoccupa di quanto possa durare realmente quella che si può definire una “moda” e che, proprio per questa natura, al momento, è oggetto di contraffazioni per aumentare la quantità di vendite, ma in futuro rischia di gettare nell’oblio un prodotto dalle radici territoriali profonde e dalla produzione impegnativa, tra i fattori che ne determinano il pregio. La Confraternita si fa portavoce di una vera e propria cultura del territorio, perché il consumatore finale scelga oggi e sempre il Conegliano–Valdobbiadene Docg per quello che significa e per l’attenzione alla coltura, la fatica nella raccolta, tuttora realizzata a mano, e la scrupolosità dell’intera filiera, che questo prodotto porta con sé quando accompagna degustazioni, aperitivi o pasti. Un’autorevolezza di altri tempi, quella della Confraternita di Valdobbiadene, nata nel 1946 come realtà ligia e attenta nel promuovere la conoscenza, il valore e la diffusione della produzione vitivinicola denominata “Conegliano-Valdobbiadene”.

Gli obiettivi, ottenuti col mantenimento e l’esaltazione delle migliori tradizioni della cultura di queste terre, sono la promozione delle proposte formative per gli aderenti e la diffusione dell’educazione enologica nel consumatore finale. Mentre la lealtà, la solidarietà ed il rispetto reciproco sono i valori che i Confratelli perseguono e desiderano mantenere, considerandosi prima di tutto un gruppo di tecnici uniti da una comune passione e da un sentimento di amicizia. L’impronta storica si vede anche e soprattutto nell’immagine comunicata, che vuole valorizzare le origini perché sia riconosciuto dal consumatore in mezzo ai molti prodotti commerciali. Per rafforzare la fiducia nell’ “originale”, numerosi eventi e iniziative scandiscono il calendario della Confraternita, tra rituali e investiture che si ripetono in maniera periodica a ogni anno dalla fondazione. Tra questi ricorre nel periodo autunnale la selezione della Bottiglia portavoce e simbolo di una cultura della qualità che la Confraternita persegue e appoggia in ogni sua azione.