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Conclusa la Gran Fondo Campagnola a Roma

09/10/2017 | Realtà locali
Conclusa la sesta edizione con 6000 partecipanti

Si è pedalato in assoluta sicurezza e su strade chiuse al traffico per tutto il percorso dei 120 km che dal Colosseo ha portato i ciclisti a godere su due ruote del panorama mozzafiato dei Castelli romani, la sesta edizione della Granfondo Campagnolo Roma. Più di 70 mezzi coinvolti nel sistema di controllo “smart truck” che in tempo reale allertavano la centrale operativa sulle condizioni di viabilità, passaggio ed eventuali rallentamenti dovuti ad imprevisti. Considerevole aumento degli iscritti per questa edizione che ha contato, oltre alla gara madre, i tragitti alternativi “In Bici ai Castelli”  (60 km) e “L’Imperiale – The Appian way”, con abbigliamento e bici d’epoca, 6000 persone registrate: dai più giovani (13 anni i più piccoli iscritti a In Bici ai Castelli) ai due ottantenni che hanno sfidato il limite della soglia di età. Tantissime anche le Nazioni in competizione: tutti i Paesi d’Europa (la squadra belga capitanata dall’ex campione mondiale Johann Museeuw in primis), poi Nuova Zelanda, SudAfrica, Cina, Filippine, Corea, Australia, Giappone, Nigeria, USA, Messico, Canada, Brasile, Argentina, Uruguay, Colombia e perfino Polinesia.

Larghissima componente femminile che ha doppiato quella dell’altr’anno e che ha visto esaurire il numero delle maglie rosa prodotte per l’occasione (ben 700!) Novità è stata la Volata delle vestali, che ha premiato le prime otto signore giunte insieme, nell’arco di 30 secondi, all’arrivo della gara (queste ultime non pagheranno l’iscrizione il prossimo anno). La classifica generale, calcolata sulla somma dei migliori tempi delle quattro cronoscalate, ha visto arrivare prima fra le donne la calabrese Elena Cairo (ASD Roma ciclismo) e, fra gli uomini, Daniele Vulpiani (Team NaturAbruzzo), operaio edile di Avezzano, a dimostrazione che anche i semplici amatori del ciclismo apprezzano questa grande opportunità per sfidare se stessi condividendo una traiettoria non facile ma sicuramente, dato il paesaggio, unica nel suo genere.

La partnership con l’Associazione Italiana Leucemie, al secondo anno di intesa, ha poi confermato come il processo di profonda sensibilizzazione sull’argomento “malattia” unito ai grandi eventi sportivi, tramite il pettorale solidale, possa portare a dei risultati tangibili che aiutino la ricerca e la conoscenza del settore.

Ma la Granfondo – che ha vissuto  molti momenti di divertimento, animazione e compartecipazione anche al megaVillaggio Mediolanum costruito su 14000 metri quadri a Caracalla con diretta streaming della gara dagli stand commentata da Barbara Pedrotti e Paolo Mutton - è stata soprattutto un’occasione per portare in primo piano la proposta di una Città davvero ciclabile, a cominciare dall’educazione civica dei bambini, che attraverso la Minifondo hanno potuto eccezionalmente vivere tre giorni di puro divertimento e gare su misura realizzate in un maxi tragitto studiato appositamente per loro.