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Circular Economy for Food, economia circolare applicata al cibo

08/05/2018 | Editoria
Racconta 40 casi di eccellenza per ridurre sprechi di cibo e disuguaglianze

Dalla Barilla alla Carlsberg, dalla Ferrero all’IKEA, 40 storie virtuose che raccontano l’economia circolare applicata al cibo. Esce il libro Circolar Economy for Food, edito da Edizioni Ambiente, che per la prima volta analizza lo stato dell’arte dell’economia circolare all’interno del settore agroalimentare. L’opera, con il contributo di alcuni dei più prestigiosi esperti italiani, propone un modello di economia circolare per ridurre gli spechi di cibo e le disuguaglianze alimentari fra i paesi, migliorare l’eco-efficacia ed efficienza dei prodotti, dei servizi e dei processi all’interno del Food System sulla base dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. “Circular Economy for Food”, già in tutte le librerie d’Italia, sarà presentato al summit Seeds and Chips di Milano il 10 maggio e in occasione del Salone del Libro il 12 maggio a Torino.

Gli autori Franco Fassio e Nadia Tecco in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, parlano di un modello di economia che guarda alle logiche della tradizione contadina in cui tutto veniva riutilizzato: è il modello rigenerativo in senso olistico che punta alla circolarità permettendo il riutilizzo delle risorse della filiera agroalimentare.

Oggi le logiche di produzione e consumo dell’agroindustriale creano profonde disuguaglianze rispetto alla possibilità di accesso al cibo causando un impatto devastante sugli ecosistemi e sulla società. L’attuale sistema di produzione e consumo ha contribuito al superamento di 4 delle 9 soglie che determinano i limiti planetari e causano disuguaglianze estreme fra i paesi del mondo. Secondo Carlo Petrini, presidente internazionale del movimento Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo “questo libro è di estrema utilità, perché ci consente di provare a far atterrare un modello che erroneamente è considerato una sorta di chimera, buona per alimentare il dibattito dei teorici. Lo studio di casi concreti e conosciuti offre una chiave di lettura semplice e immediata che consente a tutti di entrare nel vivo della questione e di essere protagonisti di quella transizione verso il futuro di cui abbiamo un disperato quanto urgente bisogno”.

Il libro presenta diverse realtà imprenditoriali tra cui player del food (Barilla, Ferrero, Lavazza, ma anche realtà di scala del tutto diversa) e del beverage (Carlsberg, Lurisia, Bacardi), aziende che attuano intelligenti strategie di valorizzazione degli scarti, consorzi nazionali del recupero dei materiali come Ricrea, Comieco e Rilegno, operatori della grande distribuzione come Coop, soggetti che offrono servizi di ristorazione (da CIR a Autogrill, fino a IKEA), produttori, utilizzatori e riciclatori di packaging. Gli autori: Franco Fassio è un Systemic Designer, PhD in Cultura del Design, Ricercatore presso l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG), consigliere nazionale di Slow Food Italia, membro dell’Osservatorio permanente del Design ADI (Food Design), direttore del Systemic Food Design Lab – Laboratorio di analisi e progettazione sistemica (UNISG).  Nadia Tecco PhD in Analisi e governance dello sviluppo sostenibile, è ricercatrice, docente, consulente della valutazione della sostenibilità dei sistemi alimentari e della gestione delle risorse naturali. La sua esperienza professionale include incarichi presso l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, Regione Piemonte, Fondazione Slow Food per la Biodiversità. L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG), fondata nel 2004 su iniziativa di Slow Food, è un ateneo nato per dare dignità accademica alla gastronomia e promuovere un modello multidisciplinare di studio del mondo del cibo: ad oggi oltre 2500 studenti da più di 87 paesi del mondo hanno frequentato i suoi corsi.