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Cibo venduto online, rischio o opportunità per le filiere?

25/01/2016 | Agricoltura
Si apre il dibattito sull'e-commerce di alimentari, sul modello di Amazon

In America ed in Gran bretagna già succede da qualche mese. Ora sembra che sia questione di tempo perché Amazon, il colosso statunitense dell'e-commerce, offra la possibilità anche agli italiani di acquistare on line anche prodotti alimentari freschi.

Secondo le stime, la propensione nostrana verso gli acquisti on line è cresciuta rapidamente, tanto che, solo nel 2015, ha segnato un +15,3% raggiungendo i 16,6 miliardi di euro. Molto di più sono cresciuti gli acquisti di generi alimentari, accreditati di un +27% pari al 2,8% del e-commerce italiano complessivo, per un valore di 460 milioni di euro.

Ciò si è verificato al cospetto di numerosi piccoli operatori delle vendite alimentari on line. Quali effetti ci saranno sui nostri produttori? Si tratta di prevedere se l’arrivo di un gigante efficientissimo (e molto chiacchierato) come Amazon sarà capace di dare ulteriore impulso al settore alimentare che, rispetto ad altri (come il turismo, l’elettronica, ecc.), coinvolge ancora una quota limitata di consumatori.

La posizione dominante dell'azienda sul mercato però, come già rilevato per altri settori merceologici, potrebbe produrre una progressiva crescita di potere contrattuale nei confronti dei produttori per vincere la concorrenza sul prezzo, con negative conseguenze sul reddito delle filiere, a cominciare da quello gli agricoltori. E-commerce come opportunità ma anche rischio, dunque. 

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