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Cibo, si spreca soprattutto frutta e verdura

19/11/2019 | Agricoltura
Le famiglie italiane si dichiarano capaci di gestire le attività in cucina

Spreco alimentare sempre più presente anche in Italia. Nonostante gli oltre 820 milioni di persone che oggi giorno non sanno se potranno fare due pasti veri, il mondo ricco continua a produrre e comprare più di quello che è in grado di smaltire. I prodotti più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane. A ruota pasta, patate, uova, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un totale in media di 370g/settimana/famiglia.

Emerge dalla Giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto, organizzata dal Crea Alimenti e Nutrizione (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), presso cui è istituito l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari. Lo studio, effettuato nel corso dell’anno 2018 ha interessato 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana, coinvolgendo i responsabili degli acquisti alimentari e della preparazione dei pasti. L’indagine è comparativa, con dati armonizzati, provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria). Il campione è stato selezionato nel rispetto di genere, età, livello di istruzione e reddito e per dimensione della famiglia.

Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana). L’attenzione sullo spreco in Italia è alta, al punto che più della metà del campione intervistato condanna fermamente la pratica di gettare via il cibo, riconoscendone l’impatto negativo e le ricadute in diversi ambiti: economico (70%), sociale (conseguenze su disponibilità di cibo nel mondo, 59%) e ambientale (55%).

Le famiglie italiane, infine, si dichiarano capaci di gestire le attività in cucina, fattore di rilevante prevenzione: circa due terzi degli intervistati, infatti, dichiara di pianificare gli acquisti e di non fare acquisti di impulso, meno di un quinto afferma di non saper riutilizzare gli avanzi o pianificare le giuste quantità di alimenti da acquistare e solo il 5% sostiene di non finire quello che nel piatto e di non conservare gli avanzi. Tuttavia solo il 42% decide in anticipo i menù settimanali.