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Cibo, per gli europei la sicurezza è fondamentale

10/06/2019 | Salute
Sondaggio Eurobarometro conforta politiche alimentari italiane

Il sondaggio Eurobarometro, pubblicato dall'Efsa in occasione della Prima Giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, lo scorso 7 giugno, ha evidenziato come  siano la provenienza (53%), il costo (51%), la sicurezza alimentare (50%) e il gusto (49%) i fattori più importanti per gli europei nell'acquisto degli alimenti. Il contenuto nutrizionale è leggermente meno importante (44%), mentre etica e convinzioni personali sono al posto più basso (19%).  Nel complesso, il 41% degli intervistati dichiara di essere "interessato in prima persona al tema della sicurezza alimentare

Però, ben due terzi degli europei (il 66%) ha cambiato le proprie abitudini di consumo dopo aver ricevuto informazioni su un rischio alimentare. I cambiamenti nelle abitudini di consumo sono più comuni tra le donne, nelle fasce di mezza età e nei soggetti con livelli di istruzione più elevati. Ma cosa preoccupa di più, di solito? Residui di antibiotici, nelle carni (44%), residui di pesticidi negli alimenti (39%), inquinanti ambientali nel pesce, nella carne o nei latticini (37%).

La fiducia è sposta negli scienziati (82%) e nelle organizzazioni dei consumatori (79%) per le informazioni sui rischi legati agli alimenti, seguiti dagli agricoltori (69%), dalle autorità nazionali (60%), dalle istituzioni dell'Ue (58%), dalle Ong (56%) e dai giornalisti (50%). Poco più di 2 intervistati su 5 (il 43%) affermano che "ci sono regolamenti in vigore per garantire che il cibo che mangiamo sia sicuro". Tre persone su dieci (il 28%) sanno che "per decidere quanto possa essere rischioso mangiare un determinato alimento, l'Ue si affida alla consulenza di esperti scientifici".