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Cibo estero, allarmi alimentari in Europa

28/05/2019 | Salute
L'allarme sulla salute lanciato dalla Corte dei Conti Europea

Allarme cibi stranieri nel nostro paese; hanno provocato quasi un allarme alimentare al giorno. Emerge da una analisi sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) in occasione delle elezioni europee, che tradizionalmente costituiscono  un’ occasione per porre il tema della sicurezza alimentare in cima all’agenda politica. 

Su di un totale di 398 allarmi, verificatisi in Italia nel 2018, solo 70 (17%) hanno riguardato cibo con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole, oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%), dalle nocciole turche al pollo dal Brasile fino alle arachidi dall’Egitto. Dal rapporto sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza dei prodotti nazionali, mentre le preoccupazioni vengono soprattutto dalle importazioni.

Il motivo è spiegato dalla storica relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

Infatti il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia, secondo le elaborazioni sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. In altre parole, i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy