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Chiude Slow Fish con un focus sugli extravergini

25/05/2015 | Realtà locali
Uno strumento fondamentale per valorizzare il lavoro degli olivicoltori, in questa stagione danneggiati da condizioni climatiche avverse

“Uno strumento fondamentale per valorizzare il lavoro degli olivicoltori, in questa stagione danneggiati da condizioni climatiche avverse e in lotta contro una concorrenza sleale che assume sempre nuove forme”. Questo, in sintesi, è l’Extravergine del Presidio, primo progetto su scala nazionale dedicato al cibo quotidiano presentato durante l’ultima giornata di Slow Fish.

“Con questo Presidio lanciamo un grido di allarme: sempre più uliveti vengono gradualmente abbandonati a causa di costi sempre crescenti e maggior concorrenza, e il risultato è una perdita irreversibile di biodiversità - spiega Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. “Vogliamo che l’Extravergine del Presidio diventi uno strumento fondamentale per permettere ai consumatori di individuare produzioni buone e identitarie”.

Francesca Baldereschi, responsabile dei Presìdi Slow Food italiani, ha raccontato i princìpi alla base del progetto: “I produttori dovranno rispettare un disciplinare rigoroso, che regola tutte le fasi di coltivazione e produzione”. Mancanza di diserbo e tempo minimo di frangitura dopo la raccolta sono solo alcune condizioni fondamentali.

“Insomma, il nuovo Extravergine del Presidio lancia un messaggio forte, facendosi testimone della situazione del settore, che poteva solo essere lanciato a livello nazionale, ribaltando la logica alla base di tutti i nostri Presìdi fino a ora - spiega Baldereschi. Gli oli sono dotati dell’etichetta narrante, con tutte le informazioni fondamentali che a volte la legislazione trascura, come il luogo di produzione o l’annata.

“Finalmente c’è qualcuno che racconta l’olio in modo diverso, valorizzando il lavoro degli olivicoltori - afferma Patrizio Gamba, produttore del ponente ligure, esprimendo il suo entusiasmo verso il progetto del Presidio. “Quest’anno abbiamo raccolto poco più del 20 per cento rispetto al solito, nonostante abbiamo lavorato il doppio”.

Le conseguenze della disastrosa annata sono evidenti anche nella Guida agli extravergini di Slow Food Editore, già disponibile in libreria, che per la prima volta in 15 anni vede scendere il numero delle aziende presenti. “Abbiamo deciso di pubblicarla per esprimere la nostra solidarietà a chi non è riuscito a produrre e con chi lotta ogni giorno per continuare a farlo -spiega il curatore Diego Soracco, che lancia anche l’allarme su potenziali frodi e inganni causati dalla scarsa produzione. “Vogliamo una politica che si preoccupi del paesaggio agrario tradizionale, sia come risorsa culturale che turistica. Servirebbe maggiore informazione e una cultura gastronomica che dia valore all’olio di valore”.

Tra i motivi di difficoltà del raccolto 2014, le conseguenze degli eventi meteorologici sugli ulivi, illustrati da Francesco Sottile, professore associato della Facoltà di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo, e Luigi Pasotti, responsabile del Servizio informativo agrometeorologico siciliano (Sias), che hanno anche fornito precisi consigli e indicatori da tenere sotto controllo.

“Questo è solo l’inizio di un percorso che ci consente di dare un segnale forte per poter agire sul quadro normativo e cambiare le cose. Ora sono solo 26 i produttori che fanno parte del Presidio, ma le potenzialità sono altissime. Tutti insieme riusciremo a fare una vera rivoluzione, sostenendo un olio buono che rispetta ambiente e diritti dei lavoratori -conclude Gaetano Pascale.

Slow Fish ha chiuso registrando il tutto esaurito con oltre 800 bambini coinvolti nelle attività di educazione, i partecipanti alle 25 conferenze e i 21 Laboratori del Gusto (più di mille persone). Una folla curiosa ha invaso il Mercato ittico e i banchi dei Mercati della Terra di Sarzana e Cairo Montenotte, grande novità di questa settima edizione.

La manifestazione genovese è organizzata da Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.