Beta version

Ceta, Cerciello Renna:"Polemica giuridicamente infondata"

03/08/2017 | Normativa
E' uno degli studi più importanti ad oggi condotti in Italia sull'Accordo di libero scambio

La nuova pubblicazione scientifica di Luigi Cerciello Renna - presidente del Centro Studi "AgriEthos" - edita dalla testata specializzata "AGRICOLAE" dal 1° agosto scorso.
Il titolo è dirompente: “Il Caso CETA UE-Canada: analisi di una polemica giuridicamente infondata” e segna l'entrata a gamba tesa del giurista campano nel cruento dibattito nazionale apertosi a margine dell'approvazione del trattato da parte della Commissione Esteri del Senato.

Il suo documento si articola in poco più di 20 pagine, in cui affronta in maniera laica i temi che hanno determinato in Italia la frattura tra voci favorevoli e quelle contrarie, argomentando sulla peculiarità delle regole di ingaggio del commercio mondiale rispetto a quelle europee e dimostrando la conformità del CETA al regime giuridico dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, cui UE, Italia e Canada devono attenersi.

Nel richiamare la demagogia dei muri che sta orientando la discussione pubblica in atto, Cerciello Renna afferma che “spinte antiliberiste e anèliti protezionistici hanno preso il sopravvento in Italia ammantandosi di indispensabile partigianeria per le eccellenze nostrane”, senza risparmiare di confessare che “la prima sensazione che mi attraversa è che la crociata italiana contro la ratifica del CETA abbia raccolto numerosi proseliti perché molti sono coloro che tendono ad accordare centralità più al profilo degli organizzatori della protesta che non al merito tecnico della contesa”.

Cerciello Renna osserva poi che “le recenti ostilità contro il CETA svelano il grave rischio che la nostra agricoltura finisca con l’avvitarsi su se stessa, retrocedendo nelle dinamiche commerciali mondiali” e ammonisce sul fatto che “in Italia, di fatto, la tutela dei prodotti locali si è lentamente trasformata da priorità in ideologia e il settore primario si rivela innervato dalle tendenze neo-protezionistiche di elìte e gruppi che hanno fatto del localismo il proprio manifesto politico”.

 “Ma nel sentire comune” - puntualizza il giurista - “qualunque misura o decisione internazionale che non corrisponda ai criteri e agli standard ‘domestici’ assurge ad un’aberrazione giuridica che da oltre confine attenta alla nostra economia”. E rileva l’impatto delle “pubbliche rivendicazioni nanometriche di vari gruppi e organizzazioni”.

“Il CETA è a mio avviso un importante strumento di giuridificazione della globalizzazione. Ma nelle ultime settimane è tornata ai miei occhi l’immagine di un’Italia dove la piazza urla e il diritto tace”: sono le parole con cui Cerciello Renna conclude il suo Report.

photo credit to agricolae.eu