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Cereali, prezzi in caduta libera

20/07/2016 | Agricoltura
Le rese, anche buone, non trovano riscontri positivi sui mercati

Partita male la campagna di commercializzazione del raccolto dei cereali autunno-verniniDal confronto dei listini dei principali mercati agricoli rispetto a un anno fa, il frumento tenero perde dal 15,5 al 18,5% e quello duro addirittura dal 35 al 40%. Un po’ meno peggio è andata per l’orzo, che lascia sul terreno “solamente” una perdita compresa fra il 6 e il 10%.

Cali importanti, probabilmente oltre le più funeste previsioni, che ora pongono grossi interrogativi sulla redditività di queste colture, e sul futuro immediato della cerealicoltura nazionale.

Il 2016 doveva essere l’anno del rilancio dei cereali autunno - vernini, che invece hanno visto aumentare sensibilmente le superfici investite, soprattutto per il frumento duro. Ora rischia di diventare l’anno della fuga dei produttori dal comparto cerealicolo.

Sul fronte delle rese produttive, poi, sicuramente l’annata ha fornito mediamente produzioni discrete, che si sono attestate negli areali del nord Italia, merito del buon andamento stagionale, attorno alle 6 t/ha per orzo e grano duro, anche di più, 6,5 t/ha, per il frumento tenero.

Ma queste performance produttive, alla luce dei prezzi dei prodotti, non bastano ad assicurare risultati positivi ai produttori. Per quanto riguarda gli standard qualitativi, infine, i dati registrati dall’industria molitoria sono molto disomogenei; non mancano lotti caratterizzati da livelli qualitativi elevati, ma sono altrettanto presenti livelli proteici e di peso specifico che in alcuni casi faticano a raggiungere i parametri medi previsti dalle varie tipologie mercantili e ciò penalizzando ulteriormente, in diverse situazioni, il prezzo del prodotto. Speriamo che il mercato abbia qualche scossone deciso più avanti.

Photo credit to durodisicilia.blogspot.it/