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Celiaci triplicati in otto anni

16/12/2016 | Salute
L'annuale relazione al Parlamento enuncia numeri rilevanti

Pubblicata la 9° edizione della Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia. Un documento di informazione e di attenzione verso una condizione quotidiana che tanti sono costretti a vivere.

Il celiaco, oggi, ha dalla sua parte un mercato che gli offre una vasta gamma di prodotti senza glutine, da quelli naturalmente privi a quelli specificatamente formulati. Un servizio di ristorazione sensibilizzato e formato che gli garantisce un pasto senza glutine anche fuori casa e, infine, una normativa nazionale che da un lato promuove la prevenzione e la diagnosi precoce e dall’altro sostiene e supporta economicamente la necessaria dieta senza glutine.

Dal confronto con la prima Relazione Annuale, redatta nel 2007, si nota che le diagnosi di celiachia sono passate da 64.398 a 182.858, cioè sono triplicate, e ciò è avvenuto grazie soprattutto alla sensibilizzazione dei medici e degli operatori sanitari.

I celiaci in Italia al 31 dicembre 2015 risultano, quindi, poco più di 180.000 quasi 11.000 in più rispetto al 2014. Le Regioni che hanno registrato il più alto numero di diagnosi sono la Campania con 2.268 e la Lombardia con 1.867. Dal confronto dei dati nel biennio 2014-2015 emerge, al netto di alcuni casi particolari riconducibili a nuove modalità di acquisizione dei dati, un costante incremento del numero di celiaci in tutte le regioni. Il numero annuale di diagnosi assumerà un significato più chiaro negli anni a venire, quando nei presidi accreditati con il SSN sarà applicato a regime il nuovo protocollo diagnostico.

Il maggior numero di celiaci sono residenti, al primo posto, in Lombardia con il 17,7% (32.408 celiaci) e al secondo posto, a pari merito, la Campania e il Lazio con il 9,7% (17.777 celiaci). La popolazione celiaca, per la natura autoimmunitaria della malattia, risulta interessare più le donne (129.225) che gli uomini (53.633).