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Caronte c'è, lo dice anche la Nasa

06/08/2012 | Ambiente
Lo studio degli americani conferma quello che si pensava riguardo all'effetto serra.

Caldo torrido più di frequente e più a lungo, conseguente stato d'allerta per i prodotti agricoli che vengono guasatati dalla temperatrure abnormi ed incidenze nefaste per i sistemi energetici nazionali che non riescono ad assicurare il fabbisogno di energia necessario per refrigerare umani e vegetali.

Sono le conseguenze dei cicloni dai nomi simpatici, Ulisse, Nerone, Caronte. Ma dagli effetti devastanti. Sono gli effetti del cambiamento climatico, anche secondo la Nasa. Un team di meteorologi, infatti, ha riscontrato che tali ondate da caldo sono notevolmente più frequenti oggi che nel periodo precedentemente osservato, quello che va dal 1951 al 1980.

Si parla di una frequenza maggiore di ben 10 volte. A provocarle sarebbe bastato un aumento della temperatura di 0,5-0,6° C. Se la tendenza dovesse rimanere questa, ammoniscono gli scienziati, non solo questi fenomeni diventeranno regola, con conseguente deserttificazione delle terre emerse, ma lo faranno anche i loro effetti collaterelai: inondazioni e disastri vari.

A questo punto, ridurre le emissionio di CO2 ed utilizzare fonti energetiche alternative, è una questione di sopravvivenza.