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Carne irlandese, in Italia +6% nel 2018

14/05/2019 | Visioni
I maggiori consumatori di carne in Italia sono i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni

Bord Bia, l’ente governativo che promuove l’industria del food & beverage e dell’orticoltura irlandese, ha presentato a TuttoFood - la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage - la nuova strategia di marketing focalizzata sulla carne irlandese.

Un piano, come ha spiegato Mark Zieg - Bord Bia’s Sector Manager for Beef, i cui obiettivi primari saranno l’aumento nei prossimi tre anni del valore medio delle esportazioni di carni bovine del 10% rispetto all’ultimo triennio 2016 – 2018 e una crescita dell’awareness e della preferenza per la carne irlandese del 5% sia nei mercati prioritari per Bord Bia (Italia, Germania e Olanda) sia in quelli emergenti e ad oggi ancora poco presidiati, come Cina, Hong Kong e Giappone.

All’interno della strategia, un focus particolare sarà dedicato a programmi di partnership annuali con i clienti chiave e i loro fornitori, identificando coloro che offrono le migliori opportunità di crescita in termini di valore e volumi e concordando invece con i fornitori attività di promozione congiunte, che permettano di ottimizzare il posizionamento premium della carne irlandese.

Questo importante piano di marketing si inserisce all’interno di uno scenario di mercato particolarmente favorevole. Recentemente infatti il consumo di carne in Italia è aumentato, un’inversione di tendenza importante per il nostro paese che fino a poco tempo fa si distingueva per il basso consumo di questo alimento, a favore di una dieta basata su frutta, verdura e cereali. Nel 2018, invece, le famiglie italiane hanno incrementato di ben 5% l’acquisto della carne, in particolare quella bovina.

Inoltre il nostro Paese si caratterizza per la particolare attenzione alle materie prime e al consumo di alimenti – e quindi anche carne – di alta qualità. Un mercato, quello italiano, che quindi non solo cresce in termini di volumi ma che premia la provenienza e la qualità della carne consumata. In questo contesto Bord Bia, ha individuato l’Italia come uno dei quattro mercati principali al mondo in termini di esportazione di carne irlandese, affermazione supportata anche dal volume di queste ultime verso il nostro Paese che nel 2018 si è attestato intorno ai € 192 milioni con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

I dati evidenziano alcuni aspetti rilevanti riguardo le abitudini di consumo della carne nel nostro Paese. Ad esempio come l’acquisto sia influenzato a seconda dell’età: in Italia, infatti, questo alimento è maggiormente acquistato da persone di età compresa tra i 25 e i 34 annimentre i più giovani (18-24) e gli over 65 preferiscono fare acquisti più consapevoli e mangiare meno carne ma di qualità superiore. O ancora, dai dati emerge che più della metà dei nostri connazionali predilige l’acquisto della carne al banco macelleria del supermercato (52%), mentre il 49% si affida al proprio macellaio di fiducia e solo il 20% acquista i prodotti preconfezionati dal banco frigo.

tagli di carne bovina maggiormente acquistati in Italia sono il macinato (70%), la costata (69%) e il filetto (51%), una scelta guidata nella maggioranza dei casi (37%) dal piacere che gli italiani provano nel gustare carne di alta qualità rispetto ad altri cibi che hanno un simile apporto proteico.

Un altro fattore non di poco conto quando si effettua un acquisto è il prezzooltre la metà degli italiani è molto attenta a questo aspetto, ma è disposta a chiudere un occhio a favore di altre importanti leve come ad esempio la tracciabilità (36%), le modalità di allevamento degli animali e l’assicurazione di qualità (entrambi 28%).

Si sa, gli italiani sono un popolo di buongustai, per questo il sapore della carne è molto importante rispetto agli altri Paesi europei presi in considerazione dalla ricerca: in Italia assaporare il cibo è un aspetto imprescindibile quando si parla di cucina. Da qui l’importanza della qualità delle materie prime: infatti, il 96% degli Italiani ha a cuore che le tecniche di allevamento degli animali siano il più naturale possibile, e di questi il 65% predilige una metodologia di allevamento all’aperto per la maggior parte dell’anno. Inoltre, per il 69% degli l’alimentazione dell’animale è un fattore molto importante: la maggior parte, infatti, è attento al fatto che non siano stati utilizzati mangimi contenenti additivi e conservanti.

Ciò fa sì che i nostri connazionali apprezzino particolarmente la carne proveniente dall’Irlanda: infatti il 66% sostiene che gli irlandesi siano esperti allevatori. La carne irlandese ha importanti qualità ottenute attraverso le tecniche di allevamento tradizionali che permettono agli animali di pascolare in piena libertà per circa 10 mesi all’anno e di avere un’alimentazione naturale composta per circa il 95% a base di erba. Tutto ciò la rende apprezzabile per il 62% degli intervistati che rivolge particolare attenzione alla freschezzanaturalezza e organicità degli alimenti che consuma.

Dall’analisi di questi dati Bord Bia ha individuato i 5 punti di forza su cui basare la propria strategia di marketing: l’allevamento tradizionale al pascolo, la cura dell’animale, la qualità, la sostenibilità e la sicurezza della carne: cinque elementi chiave che rendono la carne irlandese un alimento premium al 100%.