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Brexit sì ma non per il vino

31/03/2017 | Visioni
Nel 2016 le esportazioni di vino italiano hanno superato i 763,8mln

Brexit invocata da ieri (ma operatica a tutti gli effetti nel 2020) ed impatto sul commercio, in particolare sul nostro vino, a dir poco contrastante: a Vinitaly si sono già registrati 400 nuovi buyer del Regno Unito mai venuti prima, che si aggiungono agli oltre 500 presenti ogni anno. La notizia viene da fonte privilegiata, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

«Ovviamente – ha affermato - è presto per prevedere cosa sarà del nostro vino nel secondo Paese importatore al mondo, ma ritengo che i freni commerciali non convengano a nessuno. Il Regno Unito esporta verso l’Ue l’equivalente annuo di 2,1mld di euro in liquori e distillati e importa dal Continente 1mld di bottiglie di vino per 2,6mld di euro. Un business, quello del vino Ue, che per la Wine and Spirit Trade Association (Wsta) britannica vale nel Regno Unito il 55% di un settore da quasi 20mld complessivi di euro».

Di Brexit si parlerà a Vinitaly (9-12 aprile, www.vinitaly.com), nel corso della tradizionale tavola rotonda su Vino e Gdo, con focus proprio sulle prospettive per il vino italiano nel canale della Grande Distribuzione in Gran Bretagna dopo l’uscita dall’Ue (lunedì 10 aprile, ore 10.30).

Sotto la lente i possibili effetti negativi, che per il direttore della Berkmann Wine Cellars, Alex Canneti – presente al convegno – possono rivelarsi non banali. «La Brexit – ha detto - è una sfida per le vendite dei vini europei poiché Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda (legati dal Commonwealth, ndr) saranno i primi Paesi al mondo a istituire trattati bilaterali con il Governo inglese. L'unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere le stesse condizioni commerciali e gli stessi oneri doganali dell’Unione Europea, oltre a negoziare un trattato di libero scambio».

Nel 2016, secondo l’Istat, le esportazioni di vino italiano hanno superato la cifra record di 763,8mln di euro (+2,3% sul 2015) grazie alla performance del Prosecco. Scesi a 311,5mln di euro invece i volumi (-6,8%) ma in crescita il prezzo medio, a 2,45 euro/litro (+9,9%).