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Brexit, le conseguenze sulla sporta della spesa

08/08/2016 | Visioni
Meno frutta e verdura europea e sempre più prodotti dell’Africa

Meno frutta e verdura europea e sempre più prodotti dell’Africa. Sono questi due ulteriori effetti che si vanno ad aggiungere alla lunga lista delle conseguenze della Brexit. Se infatti l’incertezza sulle politiche migratorie pone un forte interrogativo circa il futuro dei lavoratori stagionali per la raccolta di ortofrutta – mettendo a serio rischio la produzione domestica del paese -, anche la non più libera circolazione delle merci potrebbe compromettere gli scambi con il Vecchio Continente.

L’Ue è attualmente il principale fornitore di prodotti alimentari nel Regno Unito, con gli Stati membri che rappresentano 9 tra i 10 più grandi importatori del paese. Tuttavia, un sondaggio pubblicato da Barclays questa settimana ha rivelato che circa un terzo dei retailer britannici sta prendendo in considerazione la possibilità di incrementare i volumi di approvvigionamento da un paese extra europeo e il 38% si aspetta che tale cambiamento vada a vantaggio dell’import di prodotti di provenienza africana.

Dal sondaggio è emerso che le modifiche alle tariffe doganali che saranno concordate con Bruxelles, la svalutazione della sterlina nei confronti dell’euro e l’intenzione di ridurre i costi di approvvigionamento dai paesi extra europei sono le cause principali che porteranno a questo cambiamento.

Nelle ultime due decadi il Regno Unito è diventato sempre più dipendente dalle importazioni di frutta e verdura, con un tasso di autosufficienza di appena il 58% per gli ortaggi e dell’11% di frutta, una percentuale bassissima dovuta soprattutto al forte aumento degli acquisti di prodotti non coltivabili localmente come ananas, meloni e avocado. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 Spagna e Paesi Bassi hanno rappresentato quasi il 70% delle importazioni di verdure fresche della Gran Bretagna.

Tra i principali beneficiari di questa tendenza potrebbe esserci il Kenya, già il quarto principale fornitore di ortofrutta del paese e per il quale il Regno Unito rappresenta il 65% dell’export totale, soprattutto di prodotti quali fagioli, piselli, fiori recisi e tè.