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Biotecnologie, le sfide dell'agricoltura contemporanea

25/10/2019 | Agricoltura
Sviluppata tecnologia naturale, biodegradabile e biocompatibile per incapsulare principi attivi

Nanomnia, start up innovativa nel comparto delle bio e nano-tech - accelerata da The Start up Training, Trentino Sviluppo, Unicredit Start lab, Bio4Dreams - ha sviluppato una tecnologia del tutto naturale, biodegradabile e biocompatibile per incapsulare principi attivi e veicolarli in maniera specifica ai tessuti biologici. Per applicare in modo concreto la tecnologia messa a punto, Nanomnia ha lanciato da pochi giorni una campagna di crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork24.

L’obiettivo minimo di raccolta è di 100mila euro mentre la valutazione pre-money è stata stimata in 4 milioni di euro a fronte di un ticket minimo di 500 euro. Grazie alla trasversalità della tecnologia sviluppata, Nanomnia punta ad espandersi in differenti settori commerciali i cui clienti target sono rappresentati da aziende che producono: agrofarmaci, fertilizzanti e biostimolanti; farmaci e dispositivi biomedici; nutraceutici, integratori alimentari e probiotici; cosmetici e dermocosmetici.

L’organismo umano presenta residui crescenti di farmaci, agrofarmaci e microplastiche derivati da un impiego eccessivo di queste sostanze, secondo modalità poco selettive e con effetti collaterali tossici e dannosi.

La tecnologia messa a punto da Nanomnia si prefigge di veicolare tali composti in maniera specifica nello svolgimento della loro azione per conferire stabilità ai principi attivi; aumentare la specificità e l’efficacia del trattamento; diminuire fino a 10 volte la dose di prodotto utilizzato, con conseguente riduzione del costo di produzione; ridurre gli effetti da sovradosaggio per i tessuti biologici, suolo, acqua…  Il primo settore di applicazione di questa tecnologia è l’agritech – mercato da 65 miliardi di dollari nel mondo (fonte Philips McDouglas 2018) - dove il bisogno di innovazione è particolarmente urgente.

Basti pensare che il 34% del cibo sulle tavole europee è contaminato da residui di pesticidi, insetticidi ed erbicidi (fonte: Dossier Legambiente Marzo 2019). 

“Mai come oggi si sente forte il bisogno di innovazione - sottolinea Marta Bonaconsa, Ceo di Nanomnia – con particolare riguardo a tutto ciò che concerne l’ambiente e la nostra salute. Veniamo da decenni di consumo sconsiderato di suolo, aria, acqua, pensando che siano risorse infinite. Non è così e il conto lo stiamo pagando noi e le generazioni che seguiranno. Per questo abbiamo scelto il settore dell’agritech come primo campo di applicazione della tecnologia da noi messa a punto”.

Il piano industriale di Nanomnia prevede lo sviluppo di prodotti incapsulati che intervengono su obiettivi di cruciale importanza per l’agricoltura:  

•                Riduzione della cimice asiatica

•                Terapia su ulivi infestati da xylella

•                Acaricida innocuo per le api

•                Biostimolanti e fertilizzanti naturali

•                Antizanzare naturale

•                Anti-botrite e peronospora sulla vite

La campagna, cominciata il 4 ottobre, chiuderà il 18 novembre.

Nanomnia cerca investitori fortemente motivati a sostenere questo ambizioso progetto, che credano fermamente nelle potenzialità delle bio e nanotecnologie quali strumenti abilitanti che valorizzano e amplificano i processi e i progressi della Ricerca.