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Biologico, la nuova legge va avanti

17/03/2017 | Agricoltura
La commissione agricoltura della Camera ha smaltito gli emendamenti

Concluso l’esame degli emendamenti al testo unificato sul biologico da parte della commissione Agricoltura della Camera, il testo sarà ora trasmesso alle commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione del parere di competenza.

L’agricoltura biologica viene ora definita «attività’ di interesse nazionale con funzione sociale, quale settore economico basato sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale e sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’intensità delle emissioni di gas a effetto serra stabiliti a livello europeo» ha sottolineato il presidente della Comissione agricoltura della Camera, Luca Sani. Il testo intende rafforzare il ruolo del tavolo tecnico compartecipato in materia di agricoltura biologica, che vede rappresentati al suo interno i principali attori della filiera oltre a rappresentanti del ministero e delle regioni. Le azioni del Piano sono finanziate dall’intero ammontare delle risorse presenti nel Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, che sostituisce il Fondo per l’agricoltura biologica e di qualità.

Altra novità introdotta nel testo riguarda la disciplina in tema di sementi biologiche: «viene consentito il diritto di vendita diretta – in ambito locale e per piccole quantità – agli agricoltori che producono sementi non iscritte al registro, nonché il diritto al libero scambio delle medesime, mantenendo ovviamente salve le competenze delle regioni in materia».

Nel testo è messa «in primo piano la ricerca, sostenuta non soltanto con il 30% delle disponibilità del fondo ma anche con la promozione di specifici percorsi formativi presso le università e con specifiche risorse del Cnr e del Crea. Al fine di favorire l’aggregazione imprenditoriale e l’integrazione tra le diverse fasi della filiera dei prodotti biologici, il nuovo testo prevede la stipula di contratti di rete tra le imprese della filiera biologica, favorisce la costituzione di distretti biologici, assegnando loro fondamentali competenze nell’integrazione tra le attività agricole e le altre attività economiche presenti nell’area del distretto stesso, e disciplina le organizzazioni dei produttori e le organizzazioni interprofessionali nella filiera biologica, conferendo loro una specifica connotazione quali organizzazioni multi-prodotto».