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Biogas: ancora proteste per il cibo bruciato per produrre energia

14/05/2012 | Energia
Le opinioni di Carlin petrini, sui biogas e sulle questioni energetiche

Promossi gli impianti energetici di piccola taglia, legati al concetto di autoproduzione. Bocciati invece quelli di grossa capacità. E’ il giudizio di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, il quale ricorda – sulle pagine del quotidiano “La Repubblica” - come gli impianti dai 250 Kw in su si stanno diffondendo pericolosamente sul territorio italiano.

E il rischio speculazione è alto. “Il Quinto Conto Energia - secondo l’esperto - non servirà e frenare la corsa al suolo agricolo dato che, soprattutto per quanto riguarda il biogas, prevede una riduzione degli incentivi tale da mantenere l’investimento comunque conveniente”.

Petrini, insomma, invita a norme più rigide e a controlli più severi: gli incentivi dovrebbero essere erogati soltanto a patto che l’energia prodotta dagli impianti a biogas arrivi dalla combustione di veri scarti, non sicuramente da derrate coltivate e poi buttate nel digestore.

C’è il rischio più volte evidenziato in ambito agricolo: che i terreni finiscano in mano a investitori, che nulla hanno a che fare con il mondo rurale, interessati a fare business. “Molti agricoltori stremati dalla crisi generalizzata del settore, si trasformano in produttori di energia, smettendo di fare cibo – è l’accusa più volte ribadita da Petrini. Inoltre produrre cibo senza destinarlo al consumo diretto comporta un grave spreco di suolo, acqua e risorse. Il fondatore di Slow Food, durante una conferenza stampa a Bruxelles insieme ai commissari europei ad Agricoltura e Salute, ha sottolineato infine come l’Europa abbia bisogno di una nuova Politica agricola comune e “la riforma della Pac sia il banco di prova più importante per verificare se la nostra Unione funziona”.

L’agricoltura, conclude Petrini, “è un elemento che parla della vita di tutti i cittadini europei, è una questione strategica per poter rafforzare le differenze culturali dei nostri Paesi in un concetto unitario”.