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Bari, agitazione degli agricoltori

03/01/2019 | Realtà locali
Per il mancato riconoscimento dello stato di calamità

Anno nuovo vita vecchia, almeno per i produttori pugliesi, che  domani 4 gennaio scenderanno in piazza a Bari per le mancate risposte agli appelli per il riconoscimento dello stato di calamità naturale in seguito alle gelate dell’inverno scorso, che hanno duramente colpito l’olivicoltura regionale. Lo scorso marzo, infatti, le temperature erano scese al punto da ghiacciare oltre 90 mila ettari tra le province di Bari-Bat e Foggia, dove l’olivicoltura è l’asse portante dell’economia regionale. In seguito al maltempo, da quelle piante non è stato più possibile ricavare olive.

La situazione è davvero difficile e rischia di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese già fortemente colpito dalla Xylella. Basti soltanto pensare alle migliaia di giornate di lavoro perse, e all'attività ridotta praticamente a zero dei frantoi. Gli agricoltori lamentano il fatto che non si sia arrivati alla declaratoria di stato di calamità che avrebbe permesso di attivare le misure di emergenza e sbloccare le risorse necessarie a fronteggiare la situazione. Se non si attivano il Fondo di solidarietà nazionale o le norme della legge 102/2004, avviabili solo con il riconoscimento dello stato di calamità, la crisi si estenderà ai prossimi anni, con conseguenze tragicamente rilevanti per il comparto e tutta l’agricoltura.