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Bachicoltura, nuova frontiera dell'agroalimentare

14/12/2017 | Visioni
Un progetto italiano sta attirando l'attenzione ma da noi non è praticabile

Un progetto per la bachicoltura è da considerare integrale e sostenibile in quanto non coinvolge solo l’allevamento del baco per la produzione della seta ma anche l’impianto e lo sviluppo delle piantagioni di gelso, le cui foglie sono l’alimento specifico dei bachi ed ora, i prodotti alimentari derivati dal baco.

L’apertura normativa di Bruxelles ai nuovi alimenti, tra i quali sono compresi gli insetti, e quindi anche i bombici, non si ferma però ad utilizzare come alimenti i preziosi insetti ma tutta una serie di prodotti derivati.

Il progetto è italiano ma per ora viene presentato e sperimentato fuori in quanto nel nostro paese non trova ancora applicazione la normativa comunitaria che consente di poter chiedere la registrazione come alimenti dei prodotti ottenuti dagli insetti e degli stessi insetti. Il famoso cibo del futuro

Il silkwarm di allevamento unisce due punti di forza del made in Italy: agro-alimentare e tessile secondo quanto indicato nel progetto. Partendo dal campo della coltivazione intensiva del gelso, le cui foglie sono la principale alimentazione del baco da seta e con cui si possono fare anche confetture, così dal verme si ottengono due prodotti: il primo è una farina con cui è stato ottenuto un panettone che è stato chiamato "Panseta" e l'altro è, ovviamente, la seta.

Il regolamento europeo sui nuovi prodotti alimentari, che entrerà in vigore a gennaio 2018, introduce una procedura di autorizzazione che deve partire da una richiesta alle autorità nazionali, ma l'Italia non si è ancora adeguata alla nuova legislazione.

photo credit to scuolalonghena.org/blog/il-ciclo-della-vita-del-baco-da-seta/