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Inail: non in regola il 90% delle aziende siciliane

05/02/2013 | Realtà locali
Dai controlli risulta una grande quantità di premi non versati e di lavoro irregolare

Il 90% delle aziende siciliane non è in regola. E' quanto risulta dai controlli effettuati dall'Inail in Sicilia. Il dato si riferisce alle ispezioni operate dal primo gennaio al 31 dicembre 2012. Nel dettaglio, su 933 aziende controllate, 798 sono risultate non in regola, con una percentuale dell'85,53%, per un totale di oltre 1,9 milioni di euro di premi non versati.

Le ispezioni hanno fatto emergere 1.881 lavoratori irregolari, di cui 303 in nero. Le attività hanno determinato la regolarizzazione di 1.725 lavoratori italiani e 156 lavoratori stranieri, tra cui 7 extracomunitari. I settori maggiormente ispezionati sono stati terziario e costruzioni.

Nel primo caso sono state passate al setaccio 664 aziende, di cui 591 irregolari, con una percentuale di irregolarità del 89,01% e hanno determinato la regolarizzazione di 924 lavoratori, di cui 858 italiani, 65 comunitari e 1 extracomunitario. Centotrentanove, invece, le aziende ispezionate nelle costruzioni, di cui 104 irregolari, con una percentuale di irregolarità del 74,82%: in questo caso sono stati regolarizzati 401 lavoratori, di cui 353 italiani e 48 comunitari.

Le verifiche predisposte dall’Inail sono state effettuate da 13 ispettori, che hanno partecipato anche alle attività di vigilanza congiunta con le altre istituzioni che svolgono tale attività nell’isola. Il personale ispettivo dell'Istituto nel corso del 2012 ha anche compiuto 133 accertamenti sul fronte dei lavoratori, per infortuni mortali, e ha redatto 103 relazioni per pratiche varie (ditte fallite, cessate e/o irreperibili, e così via).

“La percentuale alta di successo dei controlli conferma la validità delle scelte operate dall'Inail - spiega Giovanni Asaro, direttore regionale Inail Sicilia. “La qualità dell'azione ispettiva, infatti, è stata migliorata anche grazie al potenziamento dell'attività di business intelligence e all'incremento delle banche dati disponibili, per indirizzare gli accertamenti verso categorie, aziende e soggetti che presentano indicatori di rischio del probabile impiego di lavoro nero e di evasione o elusione contributiva".