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Ardea (Roma), abbattuto ecomostro

20/03/2012 | Realtà locali
La palazzina A del “Serpentone”, il complesso Lido delle Salzare, presto non ci sarà più.

La palazzina A del “Serpentone”, il complesso Lido delle Salzare, presto non ci sarà più. Costituita da 36 appartamenti, era stata realizzata negli anni Novanta su vincolo archeologico.

E’ stato infatti dato il via alle operazioni di sgombero e demolizione della palazzina, operazione resa possibile anche grazie al supporto della Prefettura e della Questura di Roma che hanno messo a disposizione la forza pubblica necessaria in aggiunta alla disponibilità ordinaria della Compagnia dei Carabinieri, del Commissariato di Polizia e dei Vigili urbani di Ardea, in provincia di Roma.

Carlo Eufemi, sindaco di Ardea, è soddisfatto: “Siamo impegnati – spiega il primo cittadino - per l’affermarsi del rispetto delle regole su un territorio che per troppo tempo le aveva violate. Non è tollerabile che il ‘Serpentone’ insista, con i suoi sette palazzi di 36 appartamenti ciascuno per un totale di oltre 250, su un’area archeologica che gli storici considerano legata ai luoghi dello sbarco di Enea e punto di riferimento di importanti commerci dell’antichità, come testimoniato dall’antistante campagna di scavi in corso sul sito Castrum Inui, il più importante ritrovamento archeologico degli ultimi decenni sul litorale a sud di Roma”.

“Succedevano ‘cose strane’ ad Ardea un tempo – prosegue il sindaco. “E’ anche successo, come mi hanno raccontato, che il parere del ministero dei Beni culturali sul vincolo esistente nell’area potesse arrivare ‘per errore’ al Comune di Pomezia anziché al richiedente Comune di Ardea. Ciò accadeva a fine anni Ottanta e grazie a tale svista si è fatto scempio di un’area tra le più importanti del territorio italiano; la stessa devastazione che ha interessato, dagli anni Cinquanta in poi, tutto il litorale a sud di Roma e che ancora oggi impedisce la vista e la fruizione del mare e della costa.

Negli ultimi due anni abbiamo abbattuto 51 unità abitative sul litorale, altrettante ne abbiamo pronte e le vogliamo fare se il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del Tar. Abbiamo aperto finestre sul mare che finalmente cominciano a restituire il paesaggio naturale alla fruizione collettiva. Oggi - conclude il sindaco - abbattiamo altre 36 unità abitative per sancire la tutela di altra memoria storica e archeologica e vogliamo perciò stabilire che ‘cose strane’ su questo territorio non devono più accadere perché rappresentano un delitto contro i diritti collettivi”.