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Animali da affezione, 60 milioni in Italia

13/05/2020 | Visioni
In pratica 1 per ogni abitante. Un mercato da 2 miliardi di euro.

Italiani popolo si poeti, santi, navigatori e amici degli animali. Dopo anni di incertezze arriva una stima sul numero di animali da affezione presenti nelle nostre case. Ed è per certi versi sorprendente, si tratta di un rapporto 1:1.

La stima di 60,3 milioni di animali d'affezione in Italia nel 2019 parla di ben 29,9 milioni di pesci, 12,9 milioni di uccelli, 7,3 milioni di gatti, 7 milioni di cani, 1,8 milioni di piccoli mammiferi, 1,4 milioni di rettili e in termini economici di un mercato che vale oltre 2 miliardi di euro.

Sono cifre frutto degli studi della XIII° edizione del Rapporto Assalco – Zoomark, realizzato dall'Associazione Nazionale tra le Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia (Assalco). Si tratta di un compendio che documenta – attraverso una fotografia dell'evoluzione del mercato e delle novità in ambito sociale – la crescente importanza del ruolo degli animali da compagnia in Italia.

Gli alimenti per gatto rappresentano il 52,6% del valore totale del mercato, sviluppando 1.093 milioni di euro (+3,1% verso il 2018) mentre quelli per il cane ne rappresentano il 47,4%, pari a quasi 986 milioni di euro. Durante l'emergenza sanitaria legata al contenimento del Covid 19, l'alimentazione degli animali da compagnia è stata indicata come un'attività non differibile già nelle prime fasi del diffondersi del contagio.

E a quanto pare le dinamiche d’acquisto non sono diverse da quelle già registrate per gli alimenti umani. Infatti, Gianmarco Ferrari, Presidente di Assalco, commenta: "Nel 2019 è proseguito l'andamento positivo del mercato italiano guidato nelle scelte d'acquisto dall'attenzione al benessere del proprio pet. Per l'andamento del mercato 2020, causa diffondersi del coronavirus, è difficile fare un pronostico. Le evidenze in nostro possesso mostrano, nella settimana del lockdown nazionale, una fase di accaparramento per scorta del pet food, al pari di quanto realizzato per i beni di prima necessità del Largo Consumo Confezionato per uso umano. Successivamente al lockdown sull'intero territorio nazionale, i proprietari si sono orientati agli acquisti in negozi di prossimità".