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Alimentare, dalla ricerca “made in Er” dieci soluzioni d’avanguardia

31/05/2012 | Realtà locali
Sono alcuni dei risultati delle ultime ricerche realizzate dalla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna per il settore agroalimentare.

Nuove pellicole antimicrobiche, microrganismi che migliorano la qualità dei prodotti, sistemi d’avanguardia per scovare gli allergeni nascosti. Sono alcuni dei risultati delle ultime ricerche realizzate dalla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna per il settore agroalimentare.

“Un impegno fondamentale – spiega il direttore di Aster Paolo Bonaretti – per permettere ai prodotti della tradizione di essere competitivi senza snaturarsi e alle nostre imprese di guadagnare ulteriori spazi sui mercati globali, anche in un momento difficile come questo”.

L’insieme dei laboratori che lavorano all’interno della Rete per il settore agroalimentare – secondo l’ultimo report del 16 aprile scorso – hanno oggi in corso 32 contratti di ricerca con le imprese del settore, pari a un valore di 2,713 milioni di euro, di cui ben 19 autofinanziati dalle aziende e 13 sostenuti con 1,5 milioni da Regione, governo nazionale e Unione europea.

Il laboratorio Biogest Siteia, ad esempio, sta lavorando a nuovi film antimicrobici che garantiscono una maggior sicurezza e tempo di conservazione agli alimenti confezionati.

Il Ciri agroalimentare sta studiando, invece, l’utilizzo di ceppi microbici benefici per migliorare qualità, gusto e valore nutrizionale di tanti prodotti, dal pane agli insaccati passando ovviamente per yogurt e formaggi. Risparmiare energia e dunque risorse è l’obiettivo del progetto Siteia Parma per l’ottimizzazione degli scambi termici durante i processi di pastorizzazione dei prodotti.

Non meno importanti sono le tecnologie all’avanguardia per la caratterizzazione di un alimento dal campo alla tavola che verranno presentate dal Cim. Un altro progetto si occupa di elaborare nuovi sistemi per evidenziare gli allergeni nascosti negli alimenti: una frontiera fondamentale per garantire maggior sicurezza ai consumatori, a fronte di una casistica di allergie in aumento. Il Ciri agroalimantare è al lavoro, invece, per valutare gli effetti delle tecnologie alimentari sulla digeribilità degli alimenti. Il Cipack oltre alle analisi e valutazione del ciclo di vita di un prodotto affronterà l’utilizzo dei nasi artificiali per valutare la migrazione tra packaging e alimento a salvaguardia della sicurezza e qualità di un prodotto. Non ultimo il lavoro che presenterà il Crpa lab sul tema dell’utilizzo dell’analisi sensoriale come strumento di supporto delle strategie aziendali.