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Alcolici, in Italia si beve meno

03/06/2019 | Salute
La richiesta di spirits è più alta nel weekend

Scende il consumo di superalcolici in Italia. Il calo è generalizzato:  secondo l’Osservatorio Wine & Spirits, lanciato da Federvini in occasione dell’Assemblea Annuale e realizzato in partnership con Nomisma e Mediobanca, il 23% dei consumatori ha ridotto negli ultimi 2-3 anni il consumo di amari/liquori dolci fuori casa (in ristoranti, winebar, altri locali), il 17% ha riscontrato un aumento e un 60% non ha notato cambiamenti. Il saldo è negativo anche per i consumi fra le mura domestiche: lo dice il 20% dei consumatori, mentre è del 14% la quota di chi dichiara di aver aumentato le quantità bevute.

Il consumo è sempre più legato al cibo e alla convivialità: l’82% dei consumatori beve amari/liquori dolci principalmente dopo i pasti (89% tra i soli Baby Boomers), mentre solo una quota del 10% (che sale al 14% tra i Millennials) li consuma soprattutto all’aperitivo. Il weekend, indicato dal 67% dei consumatori (78% tra i Millennials) è il momento di consumo preferito.

In merito alle motivazioni di acquisto, gli amari/liquori dolci da consumare in casa vengono scelti soprattutto in base alla marca (il 28% dei consumatori la indica come primo criterio di scelta), mentre prezzo basso, origine e presenza di ingredienti specifici sono i primi driver di scelta solo per una quota minore di italiani (10%). Sulle modalità di consumo si predilige l’assunzione in purezza, non miscelata, senza ghiaccio (48%), a temperatura ambiente (31%), freddo con ghiaccio (21%).

Quanto ai canali di consumo prevalente, non emergono differenze tra consumi domestici e fuori casa: il 51% dei consumatori italiani ha difatti bevuto amari/liquori dolci soprattutto tra le mura domestiche mentre il restante 49% fuori casa (il 32% al ristorante/pizzeria e il 17% in winebar). Questi ultimi spendono in media 4,5 euro per un bicchiere di amaro/liquore dolce ordinato fuori casa