Beta version

Alberghi “a 5 foglie” per misurare la sostenibilità

10/04/2012 | Qualità
La catena Best Western aderisce alla certificazione verde di Lifegate

Ridurre l’impatto ambientale anche nelle attività alberghiere, promuovendo ad esempio buone pratiche di efficienza energetica attraverso la formazione del personale.

E’ l’obiettivo del progetto “Stay for the Planet”, promosso da LifeGate e che vede il colosso del settore Best Western Italia tra i primi aderenti, dal momento che già il 50% delle sue strutture si impegna a perseguire gli obiettivi: ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2014.  Best Western, in sostanza, ha proposto ai soci di aderire a questo ambizioso progetto che li impegna a monitorare e migliorare le proprie performance inerenti l’ecosostenibilità.

Per far ciò devono sottoporsi alle analisi condotte dagli esperti di LifeGate, che compilano un rating di sostenibilità attribuendo un punteggio da uno a cinque ad ogni albergo. “Aderendo al progetto – spiega Simone Molteni, direttore scientifico di Lifegate – gli albergatori potranno avere una valutazione della propria situazione e indicazioni utili per ridurre sprechi, inefficienze, costi, a favore di una gestione più sostenibile e competitiva.

Il margine d’intervento è ampio, un albergo può ridurre i propri consumi di energia anche del 40%, avvicinandosi ai benchmark di riferimento dei migliori hotel europei che è di 11kWh a presenza”. L’offerta di ricezione green – insistono da Lifegate – va incontro ad una precisa esigenza della domanda. Oltre a quella estera, c’è ben un 70% di italiani che, a parità di prezzo, preferisce alberghi green e il 55% pagherebbe di più per servizi verdi come menù a chilometri zero o biologici.

Acqua, acquisti, comportamenti, energia e rifiuti sono gli ambiti di valutazione, che scaturisce nel simbolo grafico delle foglie – da una a cinque appunto – pubblicato sui materiali di comunicazione degli alberghi. Una sorta di ulteriore certificazione verde, sul modello di Emas. In questa prima fase, oltre il 50% degli alberghi affiliati al brand si è sottoposto volontariamente al rating, ma in futuro la catena intende introdurre uno standard minimo per tutti.

Dai primi risultati la media è di "tre foglie" per albergo. Gli alberghi certificati green si sono impegnati già dal 2012 ad utilizzare energie rinnovabili, promuovere la raccolta differenziata nelle camere e ai piani, coinvolgere i dipendenti in corsi di formazione dedicati, comunicare le politiche di ecosostenibilità per sensibilizzare i clienti, richiedere ai fornitori di rispettare determinati standard.

Alcuni alberghi, a supporto di ciò, si sono dotati di una nuova figura professionale in organico. “Si tratta di un energy manager dedicato in hotel - spiega l’amministratore delegato Luca Boccato. “La gestione e il controllo delle utenze è diventata una delle nostre priorità aziendali, al punto da introdurre nel nostro organigramma la figura dell’energy manager, che si occupa sia di sviluppare trattative relativamente all’acquisto di energia elettrica e gas, sia di gestire e controllare i consumi energetici dell’hotel. Nei prossimi mesi, mediante il supporto tecnologico dello Smart Metering (sistema di misurazione del consumo energetico basato su una rete di sensori) riusciremo a determinare una visione ancor più reale, precisa e dettagliata dei consumi, con l’obiettivo di poter poi pianificare interventi di efficienza degli impianti e di sensibilizzazione dei comportamenti del nostro staff”.