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Al via il Consorzio di difesa della patata bolognese dop

02/02/2017 | Realtà locali
E' la naturale evoluzione del riconoscimento di un prodotto del territorio

Il Consorzio della Patata di Bologna Dop si trasforma in Consorzio di Tutela Patata di Bologna Dop, dopo un percorso burocratico durato quasi 16 anni. L’operazione è la naturale evoluzione del riconoscimento di un prodotto del territorio che, come tutte le Denominazioni di Origine, è prima di tutto una proprietà intellettuale ed espressione dell’alto livello di aggregazione del sistema pataticolo bolognese.

L’obiettivo è propone nuovo slancio alla Dop Patata di Bologna di cui oggi si producono 11.000 tonnellate certificate di cui però solo 6.000 vengono vendute col bollino, il resto finisce declassato come prodotto convenzionale. La differenza di prezzo tra il prodotto certificato e quello convenzionale oggi è di appena 5-6 centesimi al chilo.

La redditività da garantire ai produttori è un tema cruciale per la Dop bolognese: “Sotto i 26-27 centesimi al chilo diventa duro per i produttori fare reddito – afferma il presidente Zambon. Cercheremo di far capire ai buyer della Gdo il valore della nostra filiera certificata e di un prodotto che è unico per qualità e valorizzazione in cucina”.

La Patata di Bologna D.O.P. -Originaria di un territorio dalla grande tradizione pataticola, la Patata di Bologna Dop (la prima patata italiana insignita della Denominazione d’Origine Protetta), ottiene il riconoscimento definitivo europeo nel 2012, a tutela di quello che è considerato un prodotto d’eccellenza e di altissima qualità.

La varietà Primurasi è infatti imposta, da oltre 30 anni, nella provincia di Bologna per le qualità organolettiche e l’idoneità a tutti gli usi. Dalla forma allungata, la Primura ha una buccia liscia, di colore chiaro, occhi pronunciati e una polpa consistente di colore giallo paglierino.

Il Consorzio di Tutela, che può associare solo produttori e confezionatori iscritti al piano dei controlli, comprende i produttori agricoli rappresentati dall’Organizzazione di Produttori ASSOPA, 3 cooperative e 6 commercianti privati: questi, insieme, si sono uniti per tutelare la qualità, la storicità, l’appartenenza al territorio di questa varietà tanto eclettica in cucina quanto importante per l’economia del comprensorio bolognese.

photo credit to cornosci.it