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Al via il 68° Flormart, il Salone del florovivaismo

22/09/2017 | Esplorando
Parte da un complesso progetto di rigenerazione urbana

Flormart, il Salone del florovivaismo e dell’architettura verde, riparte dal 21 al 23 settembre alla Fiera di Padova con grandi novità.

L’intento, l’ambizione, è quella di indirizzare il florovivaismo italiano, tra le eccellenze del prodotto nazionale, verso la rigenerazione urbana e renderlo il motore della riqualificazione delle città e delle periferie. Tale intervento, clonabile in qualunque area urbana disagiata, è un modo concreto, rapido e utile per riqualificare producendo ossigeno. Per questo con l’aiuto dei grandi florovivaisti Flormart si candida come operatore di settore per progettare, installare e manutenere nuove aree verdi della città. E questo sulla scia di quanto la Fiera di Padova ha già fatto recentemente a Saonara realizzando sulla “Strada de vivai” un viale di 8.100 piante di rose, ha ricordato Walter Stefan sindaco di Saonara.

Sul fronte espositivo a Flormart saranno 316 le aziende espositrici italiane e 45 le straniere, oltre a 66 buyer provenienti da 22 paesi, con presenza anche di 15 start up e di un nutrito gruppo di centri di ricerca che illustreranno prototipi e studi sulle nuove frontiere delle tecnologie green

Diversi gli ospiti internazionali attesi al Flormart: dall’ideatore del giardino verticale, il biologo francese Patrick Blanc, all’architetto ideatore del Bosco Verticale a Milano, Stefano Boeri, fino all’ecuadoregno José Pepe Portilla, uno dei guru delle orchidee, i cui esemplari più rari saranno al centro di una esposizione internazionale e di un convegno con esperti provenienti da tutto il mondo.

Alla vigilia dell'apertura la manifestazione ha già incassato il sostegno del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti: "Servono la passione, le idee, il talento che Flormart è in grado di esprimere. Nel vivaismo, come nell’architettura e nella progettazione sostenibile, nella ricerca e nelle tecnologie applicate all’ambiente c’è un’Italia che fa grandi passi avanti nelle sfide globali. Gli obiettivi internazionali, a partire dall'intesa di Parigi e dai target dell'Onu, si raggiungono partendo dalle città, dai suoi spazi verdi, dall'efficienza energetica, da infrastrutture verdi. L'Italia vuole azionare la leva ambientale in tutte le sue potenzialità: puntare cioè sulla trasversalità del green nei settori economici, sull’innovazione che questa determina nei processi produttivi, sull’eccellenza e l’attrattiva che settori come il florovivaistico, la bioarchitettura e l’ecodesign possono esprimere".