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Agronomi in difesa del Sannio, flagellato dall'alluvione

21/10/2015 | Realtà locali
La provincia di Benevento ha una conformazione geomorfologica a rischio idrogeologico

“Assistere gli imprenditori a pianificare le attività di ripristino, magari con l’ausilio di fondi comunitari, ed in particolare con i benefici dell’imminente apertura dei nuovi PSR, che prevedono, tra l’altro, anche misure specifiche sia per i danni provocati da eventi calamitosi sia per interventi di prevenzione e miglioramento del territorio agricolo a rischio idrogeologico”. A sottolinearlo Serafino Ranauro presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Benevento dopo la straordinaria ondata di maltempo che ha colpito il Sannio.

Fin dalle prime ore gli agronomi si sono attivati per assistere le imprese negli interventi di prima necessità, per effettuare una verifica della situazione ed eventualmente adottare interventi d’urgenza per contenere i danni alle colture in atto.

“E’ fondamentale che la nostra professione sia più vicina di ogni altra al territorio. L'agronomo conosce il territorio poiché lo vive e ci lavora e sa come e dove intervenire in caso di emergenza, ma anche in fase di monitoraggio del rischio - spiega la vice presidente Conaf Rosanna Zari sottolineando l'importanza del protocollo di collaborazione siglato con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che consente di avere tecnici – dottori agronomi, dottori forestali - che possano essere di aiuto al sindaco in ogni comune italiano”.

La provincia di Benevento ha una conformazione geomorfologica a rischio idrogeologico e di esondazioni. Il territorio è prevalentemente collinare, con terreni di natura tendenzialmente argilloso ed è attraversata da tre fiumi.  Sicuramente una migliore regimazione delle acque in collina e in pianura unitamente ad adeguate e costanti manutenzione degli alvei fluviali e torrentizi avrebbe contribuito a contenere i rischi, ma di fronte ad eventi del genere è inevitabile che vengano causati danni sia alle strutture produttive che alle attività agricole.

“Non è ancora possibile fare una stima generale dei danni alle infrastrutture e alle attività produttive in quanto bisogna aspettare qualche giorno per verificare le conseguenze sulle colture agricole – spiega Ranauro - ma il settore agricolo è stato fortemente colpito direttamente e indirettamente. Le aree agricole a valle e adiacenti agli alvei fluviali interessate in genere a tabacco e ortive sono state completamente sommerse dall’acqua; anche diverse aree investite a uliveto e vigneto, con vendemmia non ancora ultimata, sono state interessate dalle esondazioni mentre diverse frane hanno interessato terreni agricoli collinari. Gli agronomi – conclude Ranauro - sensibilizzeranno, per le proprie competenze e unitamente alle altre figure professionali, non solo gli imprenditori agricoli ma anche le pubbliche amministrazioni sul territorio affinché adottino tutte le misure di prevenzione per contenere i danni causati da eventi calamitosi”.