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Agroalimentare, prorogate sanzioni verso la Russia

21/06/2017 | Esplorando
Penalizzato tutto il made in Italy, agroalimentare soprattutto

L’Ue ha deciso di rinnovare per un altro anno le sanzioni contro la Russia per l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli. Il Consiglio Affari Esteri ha esteso al 23 giugno del prossimo anno il divieto per cittadini a imprese europee di importare prodotti originari della Crimea o di Sebastopoli, così come di acquistare beni immobili o finanziare imprese o fornire servizi correlati. Il blocco continua anche per le esportazioni dall’Ue di determinati beni e tecnologie relativi ai settori dei trasporti, telecomunicazioni, energia e concernenti la produzione di petrolio, gas e risorse minerali, così come per i servizi di turismo.

Critiche al rinnovo delle sanzioni arrivano in particolare dalle organizzazioni agricole italiane, che sottolineano gli effetti nefasti delle sanzioni sull’economia nazionale, dovuti alla guerra commerciale in corso. E nonostante le perdite abbiano interessato molti settori dell’economia, l’agroalimentare è l’unico settore ad essere colpito direttamente da un embargo totale, deciso da Putin come contromisura alle sanzioni imposte dall’Ue. Il decreto n. 778 del 7 agosto 2014, infatti, ha chiuso completamente le frontiere russe ad una lista di prodotti (frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce) provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con successiva proroghe.

Un blocco che è costato all’agroalimentare nazionale fino ad ora oltre 850 milioni di euro. Ciò ha generato profonde tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni in tutto l’agroalimentare. Si deve tenere in considerazione, infatti, le perdite indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. 

photo credit to theyeshivaworld.com