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Agricoltura, nasce “Amaranta” un superfood tutto toscano

18/03/2015 | Realtà locali
E’ nata “Amaranta” uno pseudo-cereale tradizionalmente coltivato nelle regioni andine.

È stata messa a punto nelle campagne aretine da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA) dell’Università di Firenze, coordinato da Paolo Casini, professore di Agronomia e coltivazioni erbacee.

Per favorire la diffusione di questa pianta esotica, idonea per l’alimentazione dei celiaci e annoverata tra i superfood per le elevate qualità nutritive e nutraceutiche, gli studiosi fiorentini hanno organizzato un appuntamento martedì 31 marzo (Aula Magna della Scuola di Agraria, piazzale delle Cascine – ore 10) dal titolo “Coltivazione dell’amaranto in Toscana: messa a punto dello ‘starting pack’ per gli agricoltori” rivolto agli operatori del settore. 

Per l’occasione ai partecipanti verrà distribuita gratuitamente una copia del volume “Amaranto: manuale per la coltivazione”, a cura di Paolo Casini e Felice La Rocca (edito da LoGosisma, Firenze 2015), che illustra le caratteristiche della specie e tutte le fasi della coltura: semina, gestione delle infestanti, dalla concimazione alla raccolta fino allo stoccaggio. 

Per incoraggiare gli agricoltori toscani i ricercatori del DISPAA distribuiranno anche un campione di seme sufficiente per una prova di coltivazione in pieno campo. 

“Con questa iniziativa - spiega Paolo Casini - oltre a proporre agli agricoltori una valida alternativa colturale di sicuro interesse economico, ci auguriamo anche che le piccole e medie industrie italiane del settore possano convincersi ad utilizzare un prodotto nazionale invece di ricorrere all’importazione. Per quel che riguarda la ricerca punteremo adesso a ottenere con la quinoa, un altro dei superfood, i risultati che abbiamo raggiunto con l’amaranto proseguendo gli studi già avviati nel 1999”.

photo credit to morasta.it