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Agricoltura: la produzione veneta supera i cinque miliardi di euro

26/01/2012 | Realtà locali
Un primo bilancio sull'anno appena trscorso. Il comparto tiene ma si preannunciano tempi difficili

“I primi dati sull’annata agraria appena conclusa segnalano una crescita del 5 per cento del valore della produzione veneta, che raggiunge i cinque miliardi di euro fatturati. L’impegno delle nostre aziende agricole e lo sforzo anche finanziario della Regione difficilmente però porteranno a risultati analoghi per l’anno corrente, perché sia l’azione regionale, sia l’attività d’impresa nel settore primario partono con un pesante handicap conseguente al decreto cosiddetto salva Italia e sotto la minaccia di una Pac penalizzante”.

E’ quanto sottolinea l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, intervenuto alla Corte Benedettina di Legnaro, in provincia di Padova, all’ormai tradizionale presentazione dei primi dati sull’andamento produttivo 2011, promossa da Veneto Agricoltura.

“Già il peso della crisi si è fatto sentire sull’economia agricola nella seconda metà dell’anno passato – ha spiegato Manzato – ma in quello appena iniziato le nostre aziende si troveranno impegnate a far fronte ad una mole non indifferente di balzelli aggiuntivi e di costi aumentati, che inciderà pesantemente sul loro reddito. Questo è bene chiarirlo sin da ora, affinché nessuno da qualche parte si illuda che un Paese si salvi punendone l’economia che produce valore: in agricoltura è stata aumentata a dismisura la tassazione sui mezzi di produzione, in maniera totalmente slegata dal reddito prodotto e producibile. Sono state imposte tasse sul lavoro e sull’attività di impresa nell’agricoltura”.

Manzato spiega che non ne fa una questione ideologica: tutte le Regioni a Roma – ha aggiunto – hanno concordato che questa è la realtà dei fatti. “Su mia proposta, è stato anche deciso di operare per far almeno di abbassare le accise sul carburante agricolo, visto che l’attività produttiva del settore primario riduce l’inquinamento. Ma non basta: ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale, dove lo Stato interviene pesantemente sulla nostra attività ma nulla è stato fatto ancora rispetto a borse che determinano artificiosamente e a scopi speculativi i prezzi delle produzioni agricole mondiali, mentre le risorse finanziarie vengono bruciate nei grandi casinò della finanza anziché essere rese disponibili per investimenti che creino ricchezza vera”.

“Per quest’anno come Regione faremo un ulteriore sforzo con il bilancio 2012 presentato in Consiglio – ha concluso Manzato – e sono certo che il mondo agricolo dimostrerà che i soldi pubblici spesi nel settore sono ben investiti per tutti i cittadini. Serve però una politica nuova e diversa a livello quantomeno nazionale e comunitario, se non vogliamo perdere il maggior fiore all’occhiello, quello delle produzioni agroalimentari tipiche e di qualità, con il quale il nostro Paese può ancora presentarsi nel mondo”.