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Agricoltura europea, non è vita per i giovani

03/08/2012 | Agricoltura
Giovani e agricoltura, un rapporto mai del tutto sbocciato completamente. Anche per volere dei meno giovani. Lo studio della Commissione.

Il sospetto era già fortemente radicato, ma ora uno studio della Commissione Europea lo conferma in via ufficiale: gli agricoltori europei under 35 sono una razza in via di estinzione.

In base ai dati Eurostat del periodo 2000 - 2007, i coltivatori europei sono calati del 15,3% ed i giovani addirittura del 47%, cioè si sono dimezzati. In tutto, si stima che gli under 35 che hanno scelto la dura vita dei campi siano il 6% del totale, ma la forchetta è molto ampia: si va dall'oltre 12% (Polonia) fino ad una cifra inferiore al 2% (Portogallo).

E in Italia come va? Maluccio, siamo al 3%. Ma quei pochi giovani si fanno valere: hanno un'azienda mediamente più grande, guadagnano il 26% in più dei loro predecessori ed ottengono risultati molto più lusinghieri circa l'organizzazione del tempo e del lavoro. I quasi 14 milioni di produttori agricoli dell'Europa a 27 si spartiscono complessivamente più di 13 milioni di ettari di sau. Il ricambio generazionale è ancora troppo lento e le produzioni europee soffrono di competitività anche per questo.

Chi fa di più per invertire la tendenza? Francia e Belgio sono i paesi che spendono di più per favorire il primo insediamento. In Italia tale misura insiste sui psr, e nel periodo considerato si è speso mediamente cento milioni di euro l'anno. La proposta di riforma della Pac introduce sicuramente nuovi elementi, fra cui la maggiorazione del 25% per i primi 5 anni nei pagamenti diretti in favore delle aziende guidate dai giovani agricoltori; sul secondo pilastro il cofinanziamento 80/20 sul primo insediamento, oltre alla possibilità di attivare dei sottoprogrammi specifici per i giovani.

Certo il problema del ricambio generazionale rimane serio. A sorpresa, lo studio rivela che il maggiore ostacolo sta nella scarsa volontà degli over 55 di  "passare la mano", e non nella scarsa vena dei giovani. Lo indica anche un altro indicatore importante, la richiesta di formazione agraria completa nel corso del ciclo di studi.