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Agricoltura europea ancora troppo bassa la presenza femminile

18/10/2017 | Visioni
Ma le cose stanno lentamente evolvendo

Il rinnovo della Pac punta sui giovani ma anche sulle donne. Molto è stato fatto nelle misure di Sviluppo rurale della precedente programmazione per incentivare l’imprenditoria agricola femminile, i risultati sono lusinghieri ma c’è ancora molto da fare.

La Commissione europea ha diffuso uno studio che mette in luce come l'agricoltura continua ad essere un dominio prevalentemente maschile, anche se cresce il numero di aziende gestite dalle donne. I dati più recenti disponibili ripresi da Eurostat, 2013 suggeriscono che in media circa il 30% delle aziende agricole in tutta l'UE è gestito da una donna con alcune differenze piuttosto considerevoli tra i vari paesi, passando da un presenza di poco superiore al 5% nei Paesi Bassi a circa il 47% in Lituania.

Peraltro lo studio comunitario rileva che con le attuali politiche di incoraggiamento la quota degli agricoltori femminili sta crescendo, anche se lentamente, ed infatti nel 2005 circa il 27% delle aziende agricole dell'UE a 28 era di proprietà femminile e la maggior parte della crescita è dovuta dall'allargamento dell'UE dal 2004, con i paesi del orientali che tendono ad avere più aziende di proprietà delle donne di quelle che si trovano a ovest.

La dimensione media delle aziende agricole gestite dalle donne è di 6,4 ettari, meno della metà deI 14,4 ha per le aziende gestite dagli uomini. E in termini di produzione per azienda, anche le donne agricole sono molto inferiori ai loro omologhi maschi: poco meno di 12.000 euro nel 2013 rispetto a quasi 40.000 euro degli agricoltori uomini. Ciò riflette il fatto che le donne imprenditrici agricole controllano molto meno il territorio con un 12% rispetto al 61% degli uomini e il restante 28% di terreni è detenuto da "soggetti giuridici" come le società. Queste variazioni sono molto meno pronunciate nei nuovi paesi dell'UE, dove in media le donne coltivano circa 3,4 ha rispetto ai 6 ha per gli uomini.

Il settore agricolo europeo è dominato da una popolazione più anziana e questo è certamente vero quando si tratta di allevatori donne: i dati indicano infatti, che solo il 4,9% degli agricoltori sotto i 35 anni sono donne, contro il 6,4% per gli uomini. Tuttavia, all'altra estremità della scala, la maggioranza degli agricoltori con più di 65 anni sono infatti donne par al 40% rispetto al 27,6% per gli uomini.

Ma mentre questi dati sottolineano chiaramente che i gestori delle aziende agricole sono ancora prevalentemente uomini, i dati dimostrano anche che le donne sono estremamente attive in aziende agricole, sia nelle aziende a conduzione familiare dove quasi il 40% di lavoratori sono donne o come lavoratori agricoli regolari dove sono il 37%.

Il documento della Commissione europea precisa che la maggior parte delle misure sostenute o finanziate dall'UE mira a rendere l'agricoltura una professione più attraente per entrambi i generi, infatti il sostegno al reddito agli agricoltori, un sostegno aggiuntivo soprattutto per i giovani agricoltori - mentre le moderne tecniche agricole, aiutate dai satelliti e dai robot, lo rendono anche più attraente per chiunque.

E l'integrazione di genere è affrontata anche attraverso programmi di sviluppo rurale finanziati attraverso la politica agricola comune attraverso i quali i paesi dell'UE sono tenuti ad analizzare la situazione delle donne nelle zone rurali e prendere i risultati di tali analisi quando progettano i loro programmi di sviluppo rurale che vanno a toccare oltre al ruolo delle donne nelle aziende agricole anche una vasta gamma di aspetti della vita rurale.