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Grecia, gli agricoltori rifiutano di distruggere agrumi.

14/02/2013 | Visioni
Vogliamo segnalare un'avventura umana: la ribellione dei produttori agricoli greci.

Pur nel silenzio degli organi d’informazione italiani, presi dalle bagarre elettorali e dalle dimissioni del Papa, le notizie che arrivano dalla Grecia confermano il peggioramento della situazione, nonostante le “buone intenzioni” espresse da mesi a livello comunitario.

Mentre si registrano assalti di supermercati da parte di persone esasperate (le cronache locali registrano anche la complicità dei commessi), la notizia più emblematica è la rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rifiutati di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione europea.

Hanno raccolto la frutta, l’hanno caricata sui camion e si sono recati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente e raccontando come stanno le cose.  A rettifica di quanto precedentemente pubblicato, informiamo che la multinazionale tedesca Muller non ha acquisto caseifici in Grecia. 

Alcuni imprenditori hanno dirottato vasetti di yogurt verso scuole e ospedali, per la distribuzione gratuita, rispetto alla destinazione nel porto del Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione.

Dietro le iniziative, secondo fonti locali, ci sarebbero due movimenti anarchici, che starebbero passando alle vie di fatto. La polizia sarebbe riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi. Insomma, con il peso dei debiti contratti con la Banca centrale europea, per la Grecia s’intravede un futuro sempre più nero.