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Acqua minerale, grandi ricavi per i privati

03/05/2018 | Esplorando
Per 1 euro speso in concessione ne guadagnano 191.

E’ stato pubblicato qualche giorno fa il rapporto sui beni demaniali e del patrimonio indisponibile dati in concessione, relativamente al settore dell’imbottigliamento delle acque minerali. E sono sorprendenti. In pratica, per ogni euro speso in canone di concessione, le maggiori società hanno avuto un ritorno in ricavi dalle vendite per 191,35 euro. Dalle dichiarazioni, pervenute da circa il 90 per cento delle amministrazioni competenti (Regioni, Province ordinarie e autonome, Comuni), con riferimento al 2015, sono state censite 295 concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali, rilasciate a 194 concessionari, e 489 per lo sfruttamento delle acque termali, rilasciate a 418 concessionari.


Il rapporto ci dice che il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di concessioni di acque minerali attive (43, pari a circa 15 per cento del totale), mentre il Veneto e la Campania si pongono al vertice per numero di concessioni termali rilasciate (rispettivamente pari a 146 e 135, che insieme costituiscono il 57% del totale). Emerge poi che lo sfruttamento delle acque minerali ha generato introiti per le Amministrazioni pubbliche pari a circa 18,4 milioni di euro, corrispondenti allo 0,68 per cento del fatturato del settore dell'imbottigliamento delle acque minerali, per l'anno 2015 pari a 2,7 miliardi di euro (dati Mineracqua su stime Bevitalia).


I canoni concessori derivanti dallo sfruttamento delle acque termali, sempre nel 2015, sono stati invece pari a circa 1,7 milioni di euro, che equivalgono allo 0,1 per cento del fatturato annuo del settore (pari a 1,6 miliardi di euro, secondo il Rapporto sul settore termale 2015 di Federterme).